L’esame di maturità, specchio della crisi
Prima che il Ministero dell’Istruzione confermi, come ogni anno, che oltre il novantanove per cento dei candidati ha superato l’esame di Stato, sarebbe opportuno fermarsi a riflettere sul senso di una prova che sembra aver perso la propria funzione originaria. Occorre, pertanto, chiedersi se la maturità sia ancora un vero strumento di valutazione oppure un semplice adempimento burocratico, incapace di certificare quella “maturità” culturale e personale che dovrebbe rappresentare.
Come i governi precedenti, anche l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, dopo quattro anni di legislatura, si è limitato a qualche ritocco organizzativo: meno materie, meno commissari, qualche risparmio di spesa. Una riforma di sostanza, però, non si è vista. Il messaggio che arriva è chiaro: la scuola continua a essere considerata prevalentemente un costo da contenere, non un investimento strategico per il futuro del paese. Eppure, se il sistema scolastico italiano continua a reggere, il merito è, soprattutto, degli insegnanti che, in pochi anni, hanno visto aumentare il carico........
