menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Leone nel solco (e oltre) di Francesco

13 0
08.05.2026

Un anno senza Francesco, un anno con Leone. Ma non ha senso affannarsi in inutili confronti tra gli unici due pontefici americani della storia. Uno argentino - Bergoglio -, l’altro statunitense - Prevost -, geograficamente agli antipodi eppure così vicini nell’interpretare la missione al cuore del Cristianesimo, l’annuncio del Vangelo nei quattro angoli del mondo.

La vulgata li vuole distanti, senza punti di contatto nei modi e nelle parole, ignorando volutamente la comunanza di pensiero e di azione, con un agire che mette concretamente al centro del proprio magistero il rispetto assoluto della dignità di ogni uomo, in particolare il più povero, il più emarginato, il più derelitto, quello che la società considera uno scarto da abbandonare a sé stesso e da nascondere agli occhi della società.

Sfugge ai più, ma l’ascesa di Leone XIV al soglio pontificio parte da lontano, e proprio per mano del suo predecessore: è Francesco che lo nomina Vescovo di Ciclayo, in Perù, apprezzandone lo spirito missionario che lo anima; è Francesco che lo sceglie per guidare il Dicastero dei Vescovi, “finestra” privilegiata per uno sguardo sul mondo della Chiesa nella sua interezza, ed è sempre Francesco che prima lo crea Cardinale e poi lo fa sedere tra i “Cardinali Vescovi” (il grado più alto nel Sacro Collegio), coloro che “vigilano” sulla Chiesa universale e sostengono il Pontefice nella sua azione di governo. Il tutto in poco meno dieci anni. Non un’investitura vera e propria, ma........

© La Provincia di Como