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Covid: che paura quando l’ovvio non zittisce la demagogia

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17.07.2026

«Viviamo tempi difficili. Siamo scesi così in basso che il dovere degli uomini intelligenti è la riaffermazione dell’ovvio». Se George Orwell scrisse questa amara verità sul finire degli Anni ’40, figuriamoci cosa scriverebbe oggi, magari dopo aver letto che la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie che vorrebbe riabilitare quei medici radiati dalla professione «per fatti non dolosi» (ah, beh, allora…) commessi durante la pandemia da Covid-19. In estrema sintesi, si vorrebbero riabilitare, e riammettere alla professione, i medici «no vax» tout court, contrari non solo alla somministrazione dei vaccini anti Covid al tempo della pandemia, ma anche diffusori di una serie di fake news sul virus e imbonitori di intrugli miracolosi fatti in casa per scacciare la malattia.

Se la scienza e la storia hanno dimostrato - e lo hanno fatto senza il ben che minimo dubbio - che quei vaccini hanno salvato milioni e milioni di vite umane in tutto il pianeta, a fronte di un numero di eventi avversi (casi di morte o sviluppo di gravi malattie) sostanzialmente in linea con quanto accade con molti dei farmaci con cui siamo abituati a curarci quotidianamente, qual è la ratio del provvedimento presentato dall’avvocato Alice Buonguerrieri, in quota a Fratelli d’Italia? Pura e semplice demagogia politica? Quel che si dice «partito preso», indipendentemente dal peso di ciò di cui si sta discutendo e dalle ricadute che una simile scelta avrebbe........

© La Provincia di Como