Marco Monaco: «Terza corsia in A4, nel 2027 via ai lavori da 870 milioni»
Il completamento della terza corsia della A4 come ossessione. L’orgoglio di essere l’unico concessionario a non aver alzato il costo dei pedaggi. La suggestione di partecipare alla nascita di una holding autostradale del Nord Est in vista della scadenza della Brescia-Padova. E poi gli investimenti in manutenzione e in progetti innovativi che porteranno anche all’utilizzo di droni per garantire la sicurezza degli automobilisti. Tutti temi che Marco Monaco, presidente della società Autostrade Alto Adriatico, ha affrontato nel corso di un forum organizzato dai quotidiani del gruppo Nord Est Multimedia, spiegando nei dettagli come verranno realizzati i cantieri lungo lingua d’asfalto che collega l’Italia all’Europa orientale.
Partiamo dall’opera che questo territorio aspetta da decenni: il completamento della terza corsia dell’A4. Quando partiranno i cantieri sulla Portogruaro–San Donà?
«L’approvazione del progetto esecutivo sarà entro dicembre, mentre l’affidamento materiale dei lavori, con l’inizio dei cantieri, avverrà entro il primo trimestre del 2027. Così, dopo aver realizzato la Quarto d’Altino-San Donà, con la Portogruaro-San Donà si completa la terza corsia in Veneto, unendolo di fatto al Friuli Venezia Giulia con un unico asse a tre corsie».
Parliamo di numeri: circa 110 chilometri in poco più di vent’anni. È un tempo che si può considerare inevitabile?
«Dipende da come lo vogliamo guardare. Per me è un risultato eccezionale se guardiamo opere simili realizzate in epoche comparabili. L’Asti-Cuneo ad esempio, per 90 chilometri, ha avuto bisogno di 33 anni. Questi sono numeri. Il contratto di concessione, nel nostro caso, era poi vecchio ed è scaduto nel 2017. Nessuna banca finanziava la società già dal 2010-2011: chi ti dà 500-600 milioni sapendo che dopo pochi anni non hai più l’orizzonte? Poi c’è stato il passaggio alla società in-house, ma sono processi che hanno impiegato anni».
Intervista al presidente Marco Monaco, fra bilancio del primo anno al vertice e prospettive future. «Troppi vent’anni per la terza corsia? Con i soldi dallo Stato nel 2005 avremmo finito molto prima»
Lei rivendica anche un primato: “chi ha sfondato il muro dell’in-house in Italia è Autostrade Alto Adriatico”.
«Sì, perché prima non c’era stato nessun affidamento di tratta autostradale a una società in-house. In passato si faceva molto con strette di mano; poi dal 1992 in poi, con Maastricht, l’osservanza delle direttive comunitarie ha imposto che per le nuove concessioni si procedesse con gara. Il procedimento è durato anni, ma ha messo in sicurezza la concessione fino al 2053 mettendo in cassaforte un asset che genera utili ogni anno ed è in grado di realizzare opere sul territorio fino al 2053».
Un altro punto chiave: come si fa a realizzare un’opera da quasi due miliardi in autofinanziamento, con pedaggi fermi da anni?
«Con il principio che l’autostrada la paga chi la utilizza. In questo modo almeno il 30% è stato pagato da utenti non italiani. Se avessimo seguito il principio delle autostrade pagate completamente dallo Stato, l’opera sarebbe probabilmente costata allo Stato un 30% in più, inutilmente. Su 2,1 miliardi complessivi, parliamo di........
