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Primo maggio “nazionale” a Marghera: per un’altra “rivoluzione industriale”

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29.04.2026

​​La scommessa industriale e il primato petrolchimico, le lotte operaie e l’ambiente avvelenato, lo sradicamento delle fabbriche, la ripartenza ad ostacoli.

Cent’anni dopo il decollo del primo polo metallurgico e navale, i leader sindacali nazionali di Cgil, Cisl e Uil convergeranno a Porto Marghera per un Primo Maggio di memoria e speranza. Un secolo di storia economica e sociale ad un battito del cuore da Venezia, un progetto radicale senza precedenti nel Paese. Concepito da Piero Foscari, deputato della destra liberale, realizzato dall’élite finanziaria veneziana - Giovanni Volpi di Misurata, Giovanni Stucky, Nicolò Papadopoli Aldobrandini - con l’avallo della Banca Commerciale Italiana e il robusto sostegno dello Stato.

Corre il 23 luglio 1917, l’annus horribilis di Caporetto, quando il governo Boselli autorizza la Società Porto Industriale all’avvio dei lavori nell’area paludosa dei Bottenighi, espropriando nel contempo un quarto del territorio di Mestre: è il prologo alla bonifica dei terreni lagunari (oltre quindici milioni di metri quadrati strappati al “salso”), all’escavo di canali artificiali, alla costruzione di reti stradali e raccordi ferroviari.

Un disegno........

© La Nuova di Venezia