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C’è un lago nascosto sotto terra, vicino a Chioggia. Ma la sua acqua non si può usare

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02.10.2026

Quella riserva d’oro blu giace da migliaia d’anni nel sottosuolo veneto e, nel prossimo futuro almeno, resterà intatta perché l’estrazione intensiva dell’acqua, è l’altolà della scienza, esporrebbe all’“effetto Atlantide” i centri abitati dell’adiacente costa Adriatica.

Fuor di metafora: il bacino sotterraneo scoperto tra Cavarzere e Chioggia, in suoli caratterizzati da una depressione che raggiunge i 4 metri sotto il livello del mare, non consente di ipotizzare attività sistemiche di sfruttamento ad uso agricolo e domestico, pena accentuare il cuneo salino o, peggio, innescare fenomeni di subsidenza dall’esito imprevedibile. In verità, la stessa dimensione del flusso idrico, individuato nell’ambito del progetto italo-croato SWARMrisk, è a tutt’oggi indefinita.

«Le indagini svolte e i dati incanalati nella piattaforma predittiva Hydrocloud ci consegnano una conferma di straordinario valore per la salvaguardia del comprensorio, siamo di fronte ad un gigantesco giacimento d’acqua dolce, esteso per circa 30 mila ettari, una superficie paragonabile all’intero lago di Garda», assicura Lorenzo Frison, ingegnere del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo e responsabile del citato progetto per l’ente.

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© La Nuova di Venezia