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Nelle carte degli ispettori il “processo” alla Biennale di Venezia: «La Russia non è invitata»

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04.05.2026

Prima il rischio di perdere i fondi europei destinati a progetti per il cinema, quasi due milioni di euro nel triennio 2025-2028, a causa della riapertura del padiglione russo. Poi la minaccia di una causa legale, con conseguente richiesta di risarcimento danni, da parte di Belu-Siomion Fainaru, l’artista che rappresenta Israele e che la giuria scelta dalla curatrice Koyo Kouoh aveva escluso dalla corsa ai premi al pari degli artisti russi.

Di fronte a questa situazione critica nella quale si è trovata la Fondazione Biennale, il ministero della Cultura ha ritenuto di dover mandare gli ispettori a Venezia il 29 e 30 aprile, a pochi giorni dall’apertura dell’Esposizione universale d’arte numero 61. Lo si legge nelle sette pagine di verbale compilate giovedì dai quattro componenti del team ispettivo ministeriale e dai quattro funzionari della direzione affari legali e istituzionali della Biennale a conclusione della “visita”.

Il documento, che sarà inviato oggi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, fotografa le criticità rilevate dal ministero - su tutte........

© La Nuova di Venezia