Scopriamo il modello 730, dalle detrazioni ai bonus: guida completa alle novità
Il 730 resta la forma di dichiarazione più semplice perché non richiede calcoli complessi e consente di ricevere eventuali rimborsi direttamente in busta paga a partire da luglio o sulla pensione tra agosto e settembre
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Firenze, 9 marzo 2026 – La campagna per la dichiarazione dei redditi entra nel vivo con l’approvazione del modello 730/2026, lo strumento più utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati per dichiarare i redditi percepiti nel 2025. Il nuovo modello, approvato dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento attuativo pubblicato a fine febbraio, recepisce le novità della riforma fiscale introducendo modifiche su detrazioni, bonus e modalità di calcolo dell’imposta. Il 730 resta la forma di dichiarazione più semplice perché non richiede calcoli complessi e consente di ricevere eventuali rimborsi direttamente in busta paga a partire da luglio o sulla pensione tra agosto e settembre.
La dichiarazione dei redditi tramite modello 730 riguarda principalmente lavoratori dipendenti e pensionati, ma può essere utilizzata anche da chi nel 2025 ha percepito redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, redditi da terreni e fabbricati, redditi di capitale, redditi di lavoro autonomo occasionale senza partita Iva oppure alcuni redditi soggetti a tassazione separata. Possono utilizzare il modello anche coloro che devono dichiarare attività finanziarie detenute all’estero o cripto-attività, compilando gli appositi quadri previsti nel nuovo modello. Le scadenze principali sono già fissate.
Dove reperire il modulo, scadenze e servizi
Il modello 730 precompilato sarà disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026 e potrà essere consultato accedendo con le credenziali digitali Spid, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi. Il termine ultimo per presentare la dichiarazione, sia precompilata sia ordinaria, è invece il 30 settembre 2026. Il contribuente può scegliere diverse modalità di invio, ovvero direttamente online tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate, rivolgendosi a un Caf o a un professionista abilitato oppure, se disponibile, tramite il proprio datore di lavoro o ente pensionistico che presta assistenza fiscale. Tra le novità più importanti del 730/2026 c’è l’adeguamento alla riforma dell’Irpef che conferma la struttura a tre scaglioni. Le aliquote restano fissate al 23 per cento per i redditi fino a 28mila euro, al 33 per cento per la fascia tra 28.001 e 50mila euro e al 43 per cento oltre questa soglia.
Detrazioni e familiari a carico
La riduzione più significativa interessa chi guadagna tra 28mila e 50mila euro, perché l’aliquota scende di due punti percentuali rispetto al passato. Cambiano anche alcune regole relative ai familiari a carico. Non sono più riconosciute detrazioni per i figli con più di 30 anni se non disabili, mentre restano valide per i figli tra i 21 e i 30 anni e senza limiti di età quando è presente una disabilità certificata. Le detrazioni per altri familiari sono invece limitate agli ascendenti conviventi. Inoltre non spettano ai contribuenti non appartenenti all’Unione europea o allo Spazio economico europeo per i familiari residenti all’estero.
Maggiori agevolazioni per ristrutturazioni e spese scolastiche
Il modello 730/2026 recepisce diverse novità che riguardano le detrazioni fiscali per famiglie, con particolare attenzione alle spese per la casa e per l’istruzione. Sul fronte dei bonus edilizi, per le spese sostenute nel 2025 la detrazione ordinaria per interventi di ristrutturazione e di efficientamento energetico è fissata al 36 per cento. L’agevolazione sale però al 50 per cento quando i lavori riguardano l’abitazione principale del contribuente, cioè l’immobile nel quale il proprietario o titolare di un diritto reale di godimento ha la residenza. Per quanto riguarda invece il Superbonus, la percentuale di detrazione scende al 65 per cento, salvo alcune eccezioni previste dalla normativa per interventi già avviati o per specifiche categorie di immobili. Tra le altre detrazioni che interessano le famiglie c’è anche l’aumento del limite massimo per le spese di istruzione. Nel 730/2026 diventa possibile detrarre fino a 1.000 euro per studente per le spese di frequenza scolastica sostenute nel 2025 all’interno del sistema nazionale di istruzione. Si tratta di un innalzamento rispetto al passato. Un incremento riguarda anche la detrazione forfettaria prevista per il mantenimento dei cani guida delle persone non vedenti, che sale a 1.100 euro. Cambia infine, il trattamento fiscale delle cripto-attività: viene eliminata la precedente soglia di esenzione di 2mila euro per le plusvalenze, con la conseguenza che anche gli importi inferiori devono essere dichiarati.
Le innovazioni del 2026 per welfare aziendale e lavoratori dipendenti
Il modello 730/2026 introduce diverse novità che riguardano direttamente i lavoratori dipendenti e alcune forme di welfare aziendale. Tra le principali misure c’è l’aumento a cinquemila euro del limite delle somme legate alla partecipazione dei dipendenti agli utili dell’impresa che possono essere tassate con imposta sostitutiva agevolata. Rimane inoltre il trattamento integrativo per i lavoratori dipendenti: per chi ha un reddito fino a 20mila euro è prevista una somma che non concorre alla formazione del reddito complessivo, mentre per i redditi compresi tra 20mila e 40mla euro viene riconosciuta una detrazione aggiuntiva. È stata anche rafforzata la detrazione per i redditi da lavoro dipendente fino a 15mila euro, che arriva a 1.955 euro. Nel comparto turistico-alberghiero resta la tassazione agevolata sulle mance. Possono essere assoggettate a imposta sostitutiva entro il limite del 30% del reddito annuo percepito, purché il lavoratore non superi i 75mila euro di reddito complessivo. I compensi degli addetti al controllo delle corse ippiche vengono invece considerati redditi assimilati al lavoro dipendente quando superano la soglia di 15mila euro. Una novità importante riguarda anche i lavoratori assunti a tempo indeterminato nel 2025. In questo caso le somme erogate o rimborsate dal datore di lavoro per il pagamento dell’affitto dell’abitazione o per le spese di manutenzione dell’alloggio non concorrono a formare reddito imponibile fino a un massimo di 5mila euro all’anno per i primi due anni. La misura è pensata per favorire la mobilità dei lavoratori e sostenere chi si trasferisce per motivi di lavoro.
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