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Commercialisti sotto pressione. A marzo 36 scadenze tributarie: "Va ripensato tutto il sistema"

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17.03.2026

Vannoni (Anc Firenze): "Ogni novità rischia di diventare un macigno"

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Il calendario fiscale di marzo mette sotto pressione gli studi professionali e i contribuenti. Nel solo mese corrente le scadenze tributarie sono 36, con 13 adempimenti concentrati nella stessa giornata, il 16 marzo. Un carico che, secondo l’Associazione nazionale commercialisti di Firenze, rende sempre più complessa l’organizzazione del lavoro negli studi e rischia di rallentare anche le attività delle aziende. "Da tempo – spiega Filippo Vannoni (nella foto), consigliere di Anc Firenze – chiediamo all’amministrazione finanziaria una pianificazione più razionale delle scadenze e soprattutto di evitare le proroghe ‘last minute’, che hanno creato nei contribuenti l’idea che la scadenza sia relativa".

Alle scadenze fiscali mensili di marzo si aggiungono una serie di adempimenti straordinari che rendono il calendario ancora più complesso. "Ci sono – continua Vannoni – le comunicazioni dei bonus edilizi, quelle relative alle spese veterinarie, il bonus 4.0 e soprattutto uno degli adempimenti più complessi, la Cu". Proprio la Certificazione Unica rappresenta "un adempimento lungo e complesso, anche perché spesso i pagamenti di fine anno generano equivoci tra cliente e fornitore. Il committente considera pagata la prestazione, mentre il professionista che riceve il pagamento bancario con valuta nell’anno successivo non può contabilizzarlo nello stesso periodo". "Nelle 36 scadenze di marzo – sottolinea il consigliere – non ho nemmeno considerato l’ultima novità: il collegamento degli strumenti elettronici dei corrispettivi con il Pos, un adempimento con scadenza tra il 6 marzo e l’inizio di aprile. L’amministrazione ha pubblicato una guida operativa di 15 pagine, con numerosi casi pratici". "Una minima novità rischia di diventare un vero macigno, perché assorbe tempo e risorse che dovrebbero essere dedicate alle scadenze già esistenti", fa presente Vannoni, che tiene a precisare che i commercialisti accolgono con favore "l’informatizzazione e anche l’uso dell’intelligenza artificiale, soprattutto per le attività ripetitive come la registrazione delle fatture elettroniche. Ma questo da solo non basta". "La mole degli adempimenti è tale che una semplice pianificazione non è più sufficiente. Occorre ripensare l’intero sistema – conclude - per renderlo davvero più efficiente".

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