24 marzo, oggi Dario Fo avrebbe compiuto 100 anni. Le iniziative in Toscana
Dario Fo (1926-2016) accanto a un francobollo svedese dedicato al Nobel per la letteratura
Firenze, 24 marzo 2026 – Oggi Dario Fo avrebbe compiuto cent’anni. Attore, regista, pittore e autore, Premio Nobel per la letteratura 1997, è stato una delle personalità più influenti e discusse del teatro italiano ed europeo del Novecento. Sono diverse le iniziative che celebrano questo centenario, eccone alcune in Toscana.
A San Salvi il progetto ‘Dario Fo, il Teatro e la Pace: una voce per la Festa della Toscana’
Nasce a San Salvi il progetto “Dario Fo, il Teatro e la Pace: una voce per la Festa della Toscana”, promosso dai Chille de la balanza nell’ambito della Festa della Toscana 2025, dedicata al tema “Toscana. Un ponte per la Pace”. Un percorso che intreccia teatro, impegno civile e memoria, guardando a una data altamente simbolica: il 24 marzo 2026. Oggi si incontrano infatti due ricorrenze: il centenario della nascita di Dario Fo, protagonista assoluto del teatro del Novecento, e la Giornata internazionale per il diritto alla verità sulle gravi violazioni dei diritti umani. Una coincidenza che diventa nodo di senso tra passato e presente, tra scena e responsabilità collettiva. “Non si tratta di una celebrazione, ma di un attraversamento del nostro tempo”, e così i Chille de la balanza, guidati da Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza, raccolgono l’eredità artistica e civile di Fo e Franca Rame per rilanciarla nel presente, segnato da nuove guerre, disuguaglianze e verità manipolate. Il teatro torna così a essere spazio di coscienza, critica e immaginazione.
Lo spettacolo ‘La guerra è una cosa serissima!’
Fulcro del progetto sansalvino è lo spettacolo in prima assoluta “La guerra è una cosa serissima! (quindi la fanno i bambini… travestiti da generali)”, scritto e diretto da Ascoli e Abbondanza. Una drammaturgia grottesca e musicale che affronta la guerra contemporanea nelle sue forme più ambigue: tecnologica, mediatica, algoritmica. Una guerra “smart” e “sostenibile”, talmente “seria” da apparire come un gioco. Lo spettacolo si apre come un carnevale rovesciato: gli attori emergono dalla platea, indossano ruoli sotto gli occhi del pubblico, costruendo una scena mobile e inquieta. Il Generà proclama che la guerra è troppo importante per lasciarla agli adulti; il Drone distingue vittime e bersagli “per un pixel”; l’Algoritmo decide in nome dell’efficienza; Dio Sicurezza controlla tutto, senza più sapere chi controlla lui. Accanto a queste figure si muovono il Politico, che trasforma la guerra in investimento; la Giornalista, che piega la verità all’audience; la Profetessa del caos, amplificatrice di paure; e l’Hacker, capace di smascherare le crepe del sistema. Ma resistono anche figure diverse: il Medico di guerra, custode della fragilità umana; Popolino, smarrito ma non rassegnato; e l’Artista di strada, che canta dal vivo parole di pace sempre più controcorrente, disegnando ponti nel mezzo del disastro. La struttura procede per quadri serrati e slittamenti di identità, fino a confondere ruoli e linguaggi: il potere parla con voci diverse ma produce lo stesso frastuono. Nel solco di Fo e Rame, la risata diventa strumento critico: inizialmente liberatoria, poi sempre più amara. La quarta parete si rompe, il pubblico è chiamato in causa. Quando emerge un fragile “basta”, non si apre una soluzione, ma uno spazio di sospensione e responsabilità. Lo spettacolo andrà in scena a San Salvi oggi in anteprima e il 25 marzo alle ore 21, ad ingresso gratuito. Ulteriori repliche il 27 e 28 marzo con ingresso a pagamento: intero 12 euro ridotto coop/arci 10 euro. In scena Sissi Abbondanza, Martina Capaccioli, Matteo Nigi, Rosario Terrone, Francesca Trianni e Gloria Trinci, con musiche originali di Francesco Lascialfari, luci di Sandro Pulizzotto e foto di scena di Paolo Lauri, scrittura scenica di Claudio Ascoli.
La tappa fiorentina della Fondazione Fo Rame
La giornata del 25 marzo a San Salvi sarà arricchita da ulteriori appuntamenti: l’incontro con Mattea Fo, presidente della Fondazione Fo Rame, e Stefano Bertea, responsabile dell’Archivio, e la presentazione delle attività della Fondazione, oltre al vernissage del Pinocchio antimilitarista di Edoardo Malagigi, grande scultura realizzata in plastica riciclata che trasforma simbolicamente le armi in materia di riflessione civile. Il progetto si inserisce nel più ampio programma internazionale “100 anni per 100 Paesi”, promosso dalla Fondazione Fo Rame, che ha scelto i Chille per una significativa tappa fiorentina all’interno di una rete di eventi diffusi in tutta Europa. Il centenario sarà celebrato a Firenze con un festival estivo a San Salvi. In un tempo che sembra nuovamente attraversato dalla “povertà” evocata dai poeti, il teatro torna a porre una domanda essenziale: a cosa servono oggi gli artisti? Forse a questo: a ricordare che la pace non è un’astrazione, ma una pratica collettiva che nasce dalla verità, dalla memoria e dalla forza condivisa della parola. Ingresso gratuito agli spettacoli del 24 e 25 marzo, al vernissage e all’incontro con la Fondazione Fo Rame, ma con prenotazione obbligatoria. Posti limitati: tel/whatsapp 335 6270739; mail [email protected].
La rassegna ‘Ho visto un re’ alla Fondazione Poma Liberatutti di Pescia
La Fondazione Poma Liberatutti dedica una settimana di incontri, dialoghi e letture al percorso artistico e civile di Fo, con il ciclo ‘Ho visto un re - Dario Fo sotto assedio’. Il progetto nasce dal desiderio di restituire la complessità di un autore-attore che ha portato il dibattito civile sulla scena, trasformando il teatro in uno spazio di confronto e di partecipazione, con una settimana che non vuole essere soltanto commemorazione, ma occasione di confronto vivo sul suo lascito. Studiosi, giornalisti, musicisti e interpreti si alterneranno negli spazi della Fondazione per raccontare Dario Fo da prospettive diverse: il Nobel, il giullare, il polemista, il narratore, il pittore, l’uomo pubblico e quello privato. Prossimo appuntamento il 26 marzo alle 21, quando sarà protagonista l’attrice-autrice Maria Cassi con un monologo in ricordo di Dario Fo: “L’attore è un atleta del cuore (Antonin Artaud) – Una serata con Maria Cassi e il suo grammelot delle emozioni”, visto accanto al grammelot delle parole di Dario Fo. Il 28 marzo alle 17 la giornalista Maria Salerno affronterà il rapporto tra Fo e la televisione italiana, in un appuntamento intitolato “Censura Rai: cos’è cambiato da Dario Fo ad oggi”, mettendo a confronto le vicende che coinvolsero Fo con le dinamiche contemporanee dell’informazione e dello spettacolo. Il 29 marzo chiusura con due momenti: alle 16.30 Simone Soriani, autore e professore di letteratura italiana, presenterà “Agire scrivendo, scrivere agendo. Dario Fo, autore-attore”, con la moderazione di Amleto Spicciani, per riflettere sulla fusione tra scrittura e azione scenica. Alle 18 la giornata si chiuderà con “Letture tratte da opere di Dario Fo” interpretate dall’attrice Monica Menchi. Il centenario si arricchisce inoltre di un momento speciale per i tesserati a metà aprile. Il 17 aprile alle 21.30 Jacopo Fo sarà a Poma con lo spettacolo “Com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo”, tratto dal suo omonimo libro del 2019. L’evento è organizzato in collaborazione con la Fondazione Fo Rame, nell’ambito delle celebrazioni ‘100 Dario Fo – 100 anni per 100 Paesi’.
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