menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

"Non può insegnare". Ma il Consiglio di Stato sospende l’atto inviato dal Ministero

7 0
01.03.2026

Professoressa grossetana in causa con il Ministero dell’Istruzione per insegnare matematica

Articolo: Il “nodo“ delle scuole: "Presidenze, troppi tagli". Ricorso al Quirinale

Articolo: L’educazione degli studenti in una mozione

Articolo: Sindaco e ragazzi: decisione giusta. Ma alcune famiglie protestano

GROSSETOSi dovrà aspettare il 16 giugno per sapere se un’insegnante poteva o no insegnare matematica al Cpia, il Centro provinciale per l’Istruzione degli adulti, che offre corsi scolastici e percorsi di apprendimento per adulti e giovani dai 16 anni in su. L’insegnante si è infatti appellata al Consiglio di Stato dopo che il Tar del Lazio aveva respinto la su richiesta di ‘sospendere la decisione del Ministero dell’istruzione che ha sollevato il problema. La decisione nel merito e verrà discusso dal Consiglio di Stato il 16 giugno, cioè alla fine della scuola. Il Ministero dell’Istruzione ha valutato che l’insegnante non può insegnare nella classe di concorso A28 (matematica e scienze) perché non gli è stata riconosciuta la formazione professionale conseguita in Spagna, in riferimento al percorso di abilitazione per quella classe di concorso. La professoressa aveva infatti, dopo aver conseguito il diploma di geometra e la laurea magistrale in scienze e tecnologie agrarie, per poi frequentare il ‘Master en formacion del Professorado’ all’Università di Madrid, superando il relativo esame che certificava le sue competenze il 5 luglio del 2021. In Spagna aveva poi ottenuto l’abilitazione all’insegnamento nella penisola Iberica di matematica e scienze. Ma a seguito dell’istanza di riconoscimento del titolo per la classe A028 in Italia, ha ricevuto il diniego, che poi lei ha impugnato. Secondo il Tar infatti, ‘l’Amministrazione non può riconoscere il percorso professionale concluso in Spagna perché, come certificato dal Ministero de Ciencia e Universidades, si evince chiaramente che "è abilitata alla docenza nell’ambito delle scienze e delle scienze biologiche". Il successivo master non l’avrebbe, dunque, abilitata, all’insegnamento delle discipline richieste nell’istanza. Una decisione arrivata anche dopo aver chiesto un parere tecnico: "In Italia - scrive il Tar - servono 60 crediti formativi, pari a 1500 ore, oltre che a 475 ore di tirocinio indiretto. Dalla comparazione dei percorsi formativi italiano e spagnolo, è emerso che la durata del tirocinio è nettamente inferiore a quello italiano. Risulta anche mancante una formazione nell’area didattica e pedagogica speciale, finalizzata all’attivazione di una positiva relazione educativa". La donna però, tramite i suoi legali, ha eccepito che c’è stato un "eccesso di potere e travisamento dei fatti in quanto la documentazione riconosce la competenza anche per la classe spagnola nella classe A28, matematica e statistica, che ha insegnato fin dal 2011". Matteo Alfieri

© Riproduzione riservata


© La Nazione