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"Minaccia a libertà e indipendenza del sapere"

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16.03.2026

Il rettore dell’Università di Pisa, Riccardo Zucchi (Foto Del Punta)

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"Una minaccia alla libertà della ricerca pubblica e all’indipendenza del sapere". Sono questi i rischi, secondo il Senato accademico dell’Università di Pisa, in merito all’entrata in vigore del nuovo regolamento sulla struttura e il funzionamento dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur), che rafforza il ruolo del Ministero dell’Università nella scelta dei componenti del direttivo.

L’Anvur è l’ente pubblico che valuta - e in un certo senso vigila - la qualità delle università e della ricerca in Italia, analizzando il funzionamento degli atenei, dei corsi di laurea e dei centri di ricerca. Sulla base di queste valutazioni fornisce allo Stato indicatori utili per definire politiche universitarie, sistemi di accreditamento e criteri di finanziamento.

Nel merito della polemica, il Senato accademico di Unipi ha approvato all’unanimità una delibera con cui "esprime viva preoccupazione e ferma contrarietà rispetto all’imminente entrata in vigore della nuova normativa", che prevede, di fatto, che sia il ministro a scegliere i componenti del direttivo Anvur, a partire dal presidente.

"Con tutta evidenza - si legge nel testo del Senato accademico - l’assetto che si profila costituisce un vulnus sostanziale all’autonomia universitaria, principio cardine del nostro ordinamento costituzionale. L’esplicita subordinazione delle attività dell’Anvur agli indirizzi politici ministeriali non può che comportare una minaccia allarmante alla libertà della ricerca pubblica e, più in generale, all’indipendenza del sapere dal potere esecutivo di turno".

Anche il rettore dell’Ateneo Riccardo Zucchi è intervenuto sul tema, segnalando che "al netto delle posizioni politiche, rendere un organo di controllo a sua volta controllato dal Ministero non è un bel segnale. L’Anvur - spiega - nasce dal concetto di valutare tanto università quanto la ricerca, idea sacrosanta che fu supportata anche dal mio predecessore, il professor Modica, e con cui anch’io concordo. Tuttavia chi valuta dovrebbe essere distinto da chi governa il sistema: servirebbe un organismo realmente terzo, mentre questa riforma rischia di allontanare proprio quel principio di indipendenza che dovrebbe garantire".

Zucchi conclude sottolineando come l’entrata in vigore del nuovo regolamento sia "un’ulteriore riprova della scarsa fiducia della classe politica, attuale e passata senza distinzioni, nei confronti degli atenei locali. Sarebbe bene però ricordare che la libertà di ricerca è sancita dalla Costituzione, e affinché ci sia libertà devono esserci finanziamenti, una riduzione del carico burocratico e una valutazione oggettiva affidata a un organo terzo indipendente".

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