La guerra in Iran e Sanremo, i missili e i meme. Sui social cosa vedi? Lo sceglie l’algoritmo
Fumo nel centro di Teheran, dopo un attacco israeliano
Articolo: Cosa c’è nell’inno pacifista di Dargen D’Amico: dal “Disertore” di Vian a “Gam Gam”, dal Papa a Chaplin
Articolo: Sanremo 2026, la classifica secondo Luce!: nove posizioni (più una) secondo i nostri valori
Articolo: Il mondo brucia, ma a noi che importa? Quando la guerra smette di fare notizia
Ci sono momenti in cui la storia accelera. Gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran – con il carico di immagini che li accompagna: missili che fendono il cielo, sirene, aeroporti chiusi, mappe dello spazio aereo mediorientale attraversate da rotte cancellate – sono uno di quei passaggi che spostano gli equilibri.
Il rischio di un’escalation che coinvolga l’intera regione, dal Libano alla Siria, dall’Iraq al Golfo, fino agli Emirati, all’Oman, al Kuwait e agli altri Paesi della penisola arabica, non è un’ipotesi astratta. È un equilibrio fragilissimo che si incrina. E quando si incrina lì, le conseguenze non restano confinate: si propagano sui mercati energetici, sulle rotte commerciali, sulle scelte diplomatiche europee, sulle vite civili già segnate da anni di instabilità.
Oggi le notizie le seleziona l’algoritmo
Un tempo, davanti a scenari simili, c’erano le edizioni straordinarie. La televisione interrompeva tutto. La normalità si fermava e il messaggio era chiaro: questo riguarda tutti. Oggi la scena è diversa. Non perché le notizie non arrivino, ma perché il filtro è cambiato. Si chiama algoritmo. L’algoritmo non........
