Castelfranco di Sopra ricorda le vittime di via Fani con la presentazione del libro di Filippo Boni
La strage di via Fani
Arezzo, 23 marzo 2026 – Questa sera alle ore 21, nei locali del Circolo MCL di Castelfranco di Sopra, sarà presentato il libro “Gli eroi di Via Fani” di Filippo Boni, un’iniziativa promossa in occasione dell’anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione della sua scorta. L’evento, patrocinato dal Comune di Castelfranco Piandiscò, vedrà la partecipazione dell’autore insieme ai rappresentanti delle associazioni del territorio e dell’amministrazione comunale, sottolineando il valore civile e istituzionale della serata. Il volume mette al centro della narrazione una delle pagine più drammatiche della storia italiana contemporanea: il 16 marzo 1978, in via Fani a Roma, le Brigate Rosse sequestrarono Aldo Moro, assassinando i cinque uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi, due carabinieri e tre poliziotti.
Dopo 55 giorni di prigionia, Moro venne ucciso; il suo corpo fu ritrovato il 9 maggio in via Caetani, nel cuore di Roma. Per lungo tempo il racconto di quei fatti si è concentrato prevalentemente sui terroristi, lasciando in secondo piano le vittime. Il lavoro di Boni nasce proprio dall’esigenza di restituire memoria e dignità a quei cinque uomini. Lo storico ha ricostruito le loro vite con un paziente lavoro di ricerca, visitando i luoghi in cui vivevano e raccogliendo testimonianze di familiari e persone a loro vicine: genitori, figli, fratelli e fidanzate, tutte segnate da una perdita che ha interrotto sogni e progetti di vita.
Ne emerge un racconto intenso, fatto di esistenze semplici ma ricche di affetti, che l’autore restituisce con profondità e partecipazione. Il libro diventa così non solo un’opera di ricostruzione storica, ma anche un tributo umano e civile, capace di riportare alla luce storie troppo a lungo dimenticate e di offrire uno spaccato autentico di un’Italia che, nonostante le ferite della storia, continua a guardare al futuro. Nella prefazione, firmata da Mario Calabresi, si legge: «Quando chiuderete le pagine di questo libro potrete dire di conoscerli e non potrete più dimenticarli». Una promessa che racchiude il senso più profondo dell’iniziativa: trasformare il ricordo in consapevolezza collettiva, dando voce alle vite di chi ha perso tutto servendo lo Stato
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