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“Movimento Ipnotico”, il nuovo singolo di Claudia Ferri tra tensione emotiva e identità rock

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07.04.2026

Arezzo, 07 aprile 2026 –  Non è solo una canzone, ma un passaggio, una presa di posizione, un cambio di direzione. Con “Movimento Ipnotico”, la cantautrice Claudia Ferri firma un brano che segna una tappa significativa del proprio percorso artistico, disponibile da oggi sulle principali piattaforme digitali per ParoleSuoni / Radio Rossa Records, con distribuzione Artist First. Fin dalle prime battute, il singolo si muove in uno spazio sospeso tra fragilità e intensità, costruendo un equilibrio che diventa cifra stilistica dell’intero brano. L’impianto sonoro richiama un immaginario glam rock che da sempre appartiene all’artista, ma viene qui rielaborato in una forma più essenziale, asciutta, capace di mettere al centro la dimensione emotiva e narrativa. “Movimento Ipnotico” prende forma da una matrice profondamente personale, trasformando un’esperienza interiore — definita dalla stessa Ferri come un “inverno disperato” — in un racconto musicale diretto, privo di sovrastrutture. Il risultato è una ballata elettrica che si sviluppa come un percorso: dalla tensione iniziale verso una progressiva apertura, fino a una liberazione che non è mai retorica ma conquistata passo dopo passo.

Il tema centrale è quello del cambiamento, inteso non come gesto improvviso ma come processo consapevole. Il brano racconta la necessità di interrompere schemi consolidati, di uscire da dinamiche ripetitive e di lasciarsi attraversare da emozioni che, nel loro evolversi, diventano sempre più leggere. In questo senso, il titolo stesso suggerisce un movimento continuo, quasi circolare, che accompagna l’ascoltatore lungo tutta la durata del pezzo. Anche la costruzione musicale segue questa traiettoria. La prima parte si presenta rarefatta, quasi trattenuta, mentre la seconda si apre in una dimensione più ampia e potente, restituendo pienamente la forza espressiva dell’artista. «Ho solo fogli e sogni folli da liberare», canta Ferri, sintetizzando in pochi versi l’urgenza creativa che attraversa l’intero lavoro. La produzione, curata presso il Sun Idea Studio con il supporto del label manager Gianfranco Cuffaro e del consulente artistico Marco Mori, accompagna questa visione senza appesantirla, lasciando spazio a una ricerca sonora che evita etichette rigide e privilegia l’autenticità. A completare il progetto, il videoclip ufficiale, già disponibile online, che amplifica l’atmosfera intima e dinamica del brano.

Nata e cresciuta a San Giovanni Valdarno, Claudia Ferri porta avanti un percorso artistico costruito con coerenza, lontano dalle logiche di accelerazione del mercato musicale. La sua formazione affonda le radici nella danza classica e moderna, sviluppata tra Valdarno e Firenze in realtà come Max Ballet Academy e Opus Ballet, per poi evolversi nello studio della tecnica vocale e nella scrittura. Nel tempo, questa traiettoria ha trovato una direzione precisa: il rock come linguaggio identitario, il palco come luogo privilegiato di espressione, l’insegnamento come forma di responsabilità culturale. Il debutto autoriale arriva nel 2024 con “Colpa di Paganini”, prodotto da Giovanni Pastorino, seguito nel 2025 da “Cieli viola”, realizzato con Dario Bonelli, che contribuisce ad ampliare il pubblico e ad approfondire la riflessione sull’identità artistica. La svolta arriva a fine 2025 con “Shadows on the Floor”, prodotto da Simone Dibari, una ballad pop-rock che segna un ritorno deciso alle radici musicali. «Sono cresciuta con i Guns N' Roses e gli Europe. Il rock è il mio posto sicuro», racconta l’artista. Anche la successiva reinterpretazione di “Change” di Yungblud consolida questa direzione, avvicinandola a sonorità glam e punk.

Oggi il percorso di Claudia Ferri si sviluppa lungo tre direttrici parallele — scrittura, insegnamento e dimensione live — sempre più interconnesse tra loro. Il ritorno al rock porta infatti con sé un’esigenza chiara: quella del palco e della condivisione collettiva. «Sento fortissimo il bisogno di una band. Il rock nasce dall’energia collettiva: da sola posso raccontare, con una band posso esplodere», spiega, ricordando anche l’esperienza con i Rockin’1000, che ha rafforzato il legame con la potenza del suono dal vivo. Una costruzione artistica che non separa le sue diverse componenti, ma le tiene insieme in un equilibrio dinamico. «Se un giorno dovessi scegliere, sceglierei di cantare. Ma insegnare resta una responsabilità enorme», afferma Ferri, delineando una visione della musica come disciplina, ricerca e pratica quotidiana. In questo contesto, “Movimento Ipnotico” si inserisce come un nuovo capitolo di un percorso in continua evoluzione, capace di coniugare energia rock e profondità emotiva in un linguaggio personale, riconoscibile e in costante trasformazione.

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