Soci, addio all’albero della morte. Tagliata la pianta fatale a Leo, l’asilo è sotto sequestro infinito
I carabinieri nell’asilo dove il 12 novembre è morto il piccolo Leo Ricci (Foto Cristini)
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Arezzo, 19 aprile 2026 – L’albero non c’è più. Abbattuto, portato via. Ma la memoria di un dolore che non passa resterà in quel giardino per sempre. Lo stesso dove Leo, due anni, la mattina del 12 novembre giocava insieme agli altri bambini, prima di rientrare nella sala dell’asilo per il pranzo. Giocava intorno all’alberello didattico, ma il cappuccio del suo giubbotto lo ha tradito trasformandosi in un cappio che non gli ha dato scampo. È morto così Leo Ricci e da quel giorno sono scattate le indagini dei carabinieri coordinate dalla procura: cinque maestre sotto inchiesta per omicidio colposo.
L’asilo sotto sequestro
Ora quella pianta non c’è più: gli operai incaricati di riordinare l’area verde intorno all’asilo di Soci lo hanno abbattuto. Lavori finalizzati alla messa in sicurezza dell’area esterna e agli interventi di ripristino delle attività didattiche, che vanno avanti da giorni sotto il monitoraggio dei carabinieri. Perché la scuola, a sei mesi dalla tragedia, resta ancora sotto sequestro. L’amministrazione comunale ha disposto gli interventi nella prospettiva di riaprire la scuola ai bambini (una sessantina) che in tutto questo tempo sono rimasti a casa con nonni e baby sitter. E i genitori sono scesi in piazza per sollecitare la riapertura dell’asilo nido.
Morte del piccolo Leo: l’asilo di Soci resta chiuso, inchiesta interna in stallo
Sul fronte delle indagini, adesso la parte degli accertamenti che hanno impegnato per lungo tempo medici legali, consulenti e investigatori, si avvia alla conclusione. Sono attesi a giorni gli esiti dell’autopsia e la relazione dei Ris di Roma dopo il sopralluogo nell’asilo con l’ausilio di strumenti tecnologici sofisticati che hanno permesso di mappare ogni centimetro quadrato dell’edificio, ricostruito in 3 D la scena della tragedia e fissato dove si trovavano le insegnanti indagate in quel preciso momento. Molto dell’inchiesta ruota attorno proprio a questo nodo: la posizione delle maestre rispetto al bambino. Alla fine di marzo il nuovo sopralluogo tra tecnici è servito a capire, approfondire, arricchire le informazioni nel dossier della procura sulla tragica fine di Leo. Quel giorno il professor Mario Gabbrielli a capo del pool di medici legali che hanno eseguito l’autopsia, e alcuni consulenti di parte hanno voluto analizzare in loco la conformazione della pianta e le sue caratteristiche collegate alla metodologia didattica. Una comparazione tra le foto e la visione diretta.
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Ora l’alberello didattico è stato abbattuto e nei giorni dell’operazione tante persone si sono fermate a osservare davanti al cancello della scuola: qualcuno ha chiesto informazioni, tutti hanno ricordato con sofferenza il piccolo Leo e hanno rivolto un pensiero ai genitori e al fratellino. Una famiglia molto unita che chiede di fare piena luce su quanto accaduto. Ma che al tempo stesso, ha deciso di promuovere una raccolta fondi per sostenere progetti dedicati ai bambini del Casentino nel nome del piccolo Leo. Un gesto di generosità profonda per trasformare lo strazio della perdita in speranza. E in un’opportunità di crescita per tanti bambini.
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