Reinserimento al lavoro, la Toscana fa la sua mossa. Al via da domani il Reddito regionale: ecco come funziona
Una misura per il reinserimento lavorativo in Toscana
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Firenze, 1 aprile 2026 – Prende il via domani l’iter per chiedere il reddito di cittadinanza declinato alla maniera toscana, ovvero il reddito regionale di reinserimento lavorativo, misura bandiera dell’ultima campagna elettorale e del campo largo. Da domani sarà dunque possibile presentare domanda per un sostegno pari a 500 euro mensili, per massimo nove mesi, per chi ha perso il lavoro, ha esaurito Naspi e DiColl o non percepisce altri benefici nazionali o regionali. Al momento, la misura è stata pensata per circa 11mila persone ma potrà poi essere rimodulata in base alle effettive richieste.
"Un impegno che rispettiamo”
“Abbiamo concordato la misura bandiera della campagna elettorale – ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani -. La Toscana mette il reddito di cittadinanza? Sì, ne mettiamo in campo una delle fattispecie. Non è il reddito che veniva previsto a livello nazionale, ma è quello che può fare la Regione, fondandolo sulla formazione, che è di nostra competenza. Era un impegno che avevamo preso e che rispettiamo, confermando la Toscana come punto di riferimento nel welfare italiano. Non è assistenzialismo, ma politica attiva per il reinserimento lavorativo. È la prima volta in Italia”. “È uno strumento di protezione e di supporto all’aggiornamento delle competenze – ha proseguito l’assessore al lavoro Alberto Lenzi -. Cruciale è rafforzare l’occupabilità e il reddito di reinserimento è stato elaborato come sussidio di secondo livello”.
Come presentare la domanda
La domanda potrà essere presentata solo on line, sul portale Toscana Lavoro (https://lavoro.regione.toscana.it/ToscanaLavoro). Al reddito potranno accedere le persone residenti in Toscana da almeno 3 mesi e con domicilio, in stato di disoccupazione o prive di lavoro o tirocinio attivo. Inoltre occorre che non ci siano state dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi (salvo giusta causa). L’Isee ordinario deve essere inferiore a 15mila euro e il patrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non può superare i 30mila. Tra gli altri requisiti l’esaurimento di Naspi o Dis-Coll nell’anno della domanda, dopo averla percepita per almeno un mese e non oltre 9 mesi continuativi, e non aver beneficiato di tali misure più di una volta negli ultimi 3 anni. Infine i richiedenti non devono essere percettori di misure nazionali o del “Bonus Lavoro e Inclusione” della Regione. L’erogazione è legata a percorsi di politica attiva concordati col Centro per l’impiego. Il reddito è finanziato con circa 23 milioni di euro di residui di gestione e sarà gestito da Arti, l’Agenzia regionale per l’impiego.
"Intervento importante”
“Un intervento importante mentre il governo taglia sulle protezioni – ha detto Rossano Rossi, segretario Cgil Toscana -. Riteniamo tuttavia fondamentale rafforzare il metodo: le parti sociali devono essere coinvolte preventivamente nelle scelte della Regione”. Di “primo passo significativo” hanno parlato i consiglieri regionali pentastellati Irene Galletti e Luca Rossi Romanelli che hanno sottolineato di aver “già attivato un tavolo per definire ulteriori strumenti”. Francesco Casini (Italia Viva) ha evidenziato che non si tratta di “assistenzialismo fine a se stesso, ma accompagnamento concreto al lavoro”.
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