menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Lo strappo con Craxi su Sigonella è rimasto storico. Chi aveva ragione?

17 0
01.04.2026

Il prof, telecronista mancato «Con Spadolini fino alla fine Draghi? Fu anche bacchettato»

Volevi fare il giornalista sportivo. E invece….

«E invece ho conosciuto Giovanni Spadolini e davanti alla proposta di restare all’università ho scelto l’altra mia passione, la storia, ma giornalismo l’ho insegnato per quarant’anni».

E il giornalista l’hai fatto lo stesso…

«Avrei voluto fare il telecronista sportivo. All’inizio era soltanto il sogno di un ragazzo abbonato al Calcio illustrato. Un giorno tolsi la voce alla partita e feci la telecronaca, la mandai a Maurizio Barendson che mi spedì da Amerigo Gomez della Rai. Parlavo troppo fiorentino ma funzionavo…».

«Niente, Gomez morì e incontrai Spadolini…».

Per descrivere Cosimo Ceccuti, 81 anni, già professore alla Cesare Alfieri, storico, direttore della Nuova Antologia, editorialista del Resto del Carlino e poi de La Nazione, ma soprattutto il più stretto collaboratore dello statista fiorentino, non basterebbe un giornale intero. E’ anima e custode (anche presidente della Fondazione) della memoria di Spadolini e del suo lascito culturale.

Non hai fatto il telecronista ma scrivi da 40 anni...

«Dal ’74, prima al Carlino, poi con la Nazione e con una fedeltà assoluta, nemmeno il mio amico Stefano Folli mi ha convinto a cambiare. Sono cresciuto nel culto de La Nazione. Quando scrivevo un libro mio padre non diceva quasi nulla ma un articolo, allora sì, piegava il giornale e lo metteva in tasca sperando che qualcuno gli dicesse ‘è parente tuo?’

Pian dei Giullari, la casa dei libri…

«Fu Spadolini a chiamarla così. Quando stava per andarsene mi disse’ non la trasformare in un museo muffito, ci devono venire i giovani a studiare’».

Ma è piena di ricordi, di simboli. La prima bandiera d’Italia, le foto con ministri e presidenti della Repubblica. A quale ricordo è più affezionato?

«Il quaderno scritto a nove anni da Spadolini, il suo primo libro, una passione che l’ha divorato fin dalla nascita».

A Pian dei Giullari corrono tutti. Cossiga era di casa. Da poco è venuto il presidente Mattarella. Chi manca, giusto il Papa...

«Lui non è venuto (sorride). Ma è l’atmosfera, più che un singolo oggetto, che lì attira qui. Una villa sopra una Firenze mozzafiato. Il presidente tedesco........

© La Nazione