Lupi nel Parco di San Rossore, nuovi collari gps e fotocamere con intelligenza artificiale
L'installazione delle fototrappole nel Parco (foto di repertorio)
Pisa, 3 marzo 2026 - Proseguono gli investimenti del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli per il monitoraggio dei lupi: sono stati applicati 2 nuovi collari gps e sono in arrivo fotocamere potenziate con intelligenza artificiale. L’attività viene svolta in collaborazione con il team del professore Marco Apollonio dell’Università di Sassari, guidato sul campo dall’esperto Marco Del Frate. Nella Tenuta di San Rossore i lupi sono una presenza stabile da anni. Una famiglia ha contribuito al riequilibrio della biodiversità dell’area protetta: gli animali si cibano di daini e cinghiali, ungulati che in passato erano in sovrannumero e che avevano determinato una riduzione della ricrescita della vegetazione. Oggi i daini sono stabili a quota 1.150 e, secondo quanto spiegato dal Parco, non è più necessario l’intervento diretto dell’uomo per il contenimento. "Risultati - spiega il presidente del Parco, Lorenzo Bani -, raggiunti grazie ad una corretta ed oculata gestione con un'attività costante che continua tenendo sotto osservazione tutte le variabili con strumentazioni tecnologiche come i 2 nuovi collari che sono stati apposti da pochi giorni ai lupi "Basco" e "Mirto" e che si aggiungono alle 40 fototrappole distribuite sul territorio":
"Il nome “Mirto” richiama l’odore percepito al momento della cattura dell’esemplare, probabilmente legato a un’area ricca di questa pianta frequentata poco prima; “Basco” è un ringraziamento simbolico a un cittadino che ha sostenuto il lavoro del team nell’area di Migliarino. "I collari - spiegano dal Parco -, sono dispositivi che non arrecano danni agli animali: dopo circa 1 anno vengono rimossi e possono essere sganciati da remoto in caso di necessità. Consentono di raccogliere dati utili per la ricerca e per la gestione quotidiana, anche per valutare eventuali situazioni di interazione con l’uomo e orientare azioni di prevenzione e comunicazione". Attualmente il nucleo storico di San Rossore conta 8 esemplari adulti e 2 cuccioli. Negli ultimi mesi si sono aggiunti 3 nuclei stabili, con 4-6 esemplari per area, nelle Tenute di Tombolo, Migliarino e Coltano. Secondo il Parco, si tratta di un’espansione che rientra nel quadro nazionale di ritorno della specie dopo decenni di assenza e la quasi estinzione nella penisola. La presenza di nuclei stabili contribuirebbe inoltre a limitare la presenza di lupi solitari, considerati meno prevedibili nei comportamenti. L’unica criticità segnalata dal team riguarda un’altra famiglia di lupi nel territorio di Arena Metato, fuori dai confini del Parco, dove gli animali sarebbero diventati confidenti a seguito di alimentazioni ripetute da parte dell’uomo. In questi casi, spiegano dall’Ente, i lupi tendono ad avvicinarsi ai centri abitati perché trovano resti di cibo o rifiuti non gestiti correttamente. La situazione viene seguita insieme alle altre istituzioni coinvolte. Il Parco ricorda alcune regole: non abbandonare rifiuti e non alimentare la fauna selvatica. In caso di incontro, mantenere la calma e non avvicinare l’animale, che tende ad allontanarsi spontaneamente. Se non accade, è sufficiente muovere le braccia e parlare a voce alta. Eventuali comportamenti anomali devono essere segnalati all’Ente Parco o alla Regione Toscana.
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