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Quanto guadagna uno scrutatore al referendum 2026: i compensi aggiornati

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18.03.2026

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Roma, 12 marzo 2026 – Non ci si arricchisce dietro un tavolo del seggio, ma qualche decina di euro in più non guasta, specie in tempi di rincari e incertezze economiche. Il referendum 2026 porta con sé novità operative e un piccolo incentivo per chi si mette a disposizione dello Stato per poche ore di lavoro intenso e concentrato. Ecco quanto guadagneranno i componenti dei seggi.

Le figure chiave dei seggi

Confronto con amministrative e politiche

Le figure chiave dei seggi

Ogni seggio referendario è organizzato secondo regole precise e consolidate: un presidente coordina le operazioni, il segretario registra e verifica i voti, mentre quattro scrutatori si occupano del corretto svolgimento della votazione. Per il 2026, a differenza delle tornate precedenti, il voto si svolgerà anche il lunedì mattina, estendendo di fatto la durata delle operazioni e rendendo necessario un adeguamento dei compensi. 

Il decreto-legge 27 dicembre 2025, n. 196, introduce infatti alcune modifiche operative. Le urne resteranno aperte domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, derogando alla tradizionale giornata unica di voto. Lo scrutinio seguirà un ordine preciso: prima il referendum, poi senza pause eventuali elezioni suppletive o amministrative, con rinvio al martedì per lo spoglio circoscrizionale quando si sovrappongono più consultazioni. L’obiettivo del provvedimento è ridurre le inefficienze, garantire sicurezza e accessibilità agli elettori e semplificare il lavoro dei Comuni e delle Prefetture. E l’incremento del 15% sugli onorari previsti dalla legge del 1980 riflette proprio questo prolungamento e l’intensità del lavoro richiesto. Gli oneri aggiuntivi per lo Stato sono stimati in circa 6,1 milioni di euro, coperti dal fondo speciale del Mef, mentre le spese di vigilanza restano affidate alle Forze di polizia.

I compensi per il personale dei seggi rimangono forfettari e spettano semplicemente per il servizio prestato, senza costituire stipendio ordinario. Per il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026, il presidente percepirà 149,50 euro, mentre scrutatori e segretario guadagneranno 119,60 euro ciascuno. Eventuali maggiorazioni per seggi speciali o schede aggiuntive possono far salire gli importi fino a 38 euro per il presidente e circa 25 euro per gli altri componenti. Gli onorari sono corrisposti dai Comuni e successivamente rimborsati dallo Stato, garantendo così copertura finanziaria e regolarità nei pagamenti.

Confronto con amministrative e politiche

La differenza di compenso deriva principalmente dall'introduzione del nuovo decreto-legge soprascritto, che prevede il 15% in più per le operazioni su due giorni e per i seggi abbinati ad altre consultazioni. Senza questa legge, i compensi resterebbero ai livelli standard: circa 130 euro per il presidente e 104 euro per scrutatori e segretario. Nelle elezioni ordinarie, più brevi e su una sola giornata, gli importi risultano quindi inferiori, mentre nel referendum prolungato le maggiorazioni possono far salire il totale fino a circa 282 euro per il presidente e 208 euro per gli scrutatori.

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