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Referendum, Schlein e le ragioni del No: "I giudici sotto il governo"

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16.03.2026

Elly Schlein, 40 anni, segretaria Pd

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Roma, 16 marzo 2026 – "Da un po’ abbiamo l’impressione che la città sia diventata di nuovo il bersaglio di un attacco concentrato delle destre. Non è la prima volta, ma come sempre Bologna si farà trovare salda nei suoi valori". È una Elly Schlein sorridente e combattiva quella che si destreggia tra la folla, concendosi a selfie, abbracci e chiacchiere con i sostenitori prima di salire sul palco di piazza San Francesco, nel centro di Bologna, da cui lancia la volata per il No al referendum sulla separazione delle carriere a una settimana esatta dal voto. Un rush finale senza esclusione di colpi.

Davanti a una platea di 2mila persone, arrivate da diverse parti d’Italia, la segretaria del Pd descrive una "Bologna sotto attacco" e il riferimento è in particolare al sindaco Matteo Lepore, che la sottosegrataria Lucia Borgozoni ha definito "un male da estirpare". "Le voglio ricordare – dice la segretaria dem rivolta a Borgonzoni – che questa città si è già liberata da sola e lo dimostrano le medaglie al valore della sua Resistenza", aggiungendo che è "inaccettabile" che un componente del governo arrivi a dire questo. "Ho sentito le polemiche che vi buttano addosso – prosegue Schlein –, quella su Città 30, le strumentalizzazioni costanti sulla sicurezza quando invece la sicurezza è responsabilità del ministero dell’Interno, mentre loro tagliano i fondi e sulla prevenzione non mettono un euro".  

E, sul referendum, la verità "l’ha detta la capa di gabinetto di Nordio (Giusi Bartolozzi), “votate sì così ci togliamo di mezzo la magistratura“ – incalza Schlein, facendo il pieno di applausi –. Nordio ha detto che si sarebbe scusata, le scuse non sono arrivate, lei è ancora al suo posto" e nel frattempo "ha messo una toppa che è peggio del buco, spiegando che non intendeva tutta la magistratura, ma solo una parte. Appunto. Quindi, al governo c’è chi pensa di decidere chi può fare il giudice e chi no". Quanto a Nordio, "si rivolge a me dicendo che la riforma servirà anche a noi se dovessimo vincere. Noi vinceremo questo referendum, poi vinceremo anche le elezioni politiche e quando saremo al governo vogliamo essere controllati, perché in democrazia è così che funziona". Schlein definisce "sbagliata" la riforma perché "non rende più veloci i processi, non assume il personale che manca, non stabilizza i 12mila precari della giustizia". La giustizia "non può migliorare mettendo i giudici sotto il controllo del governo. Questa riforma spacca e sorteggia il Csm che è l’organo a cui la Costituzione affida il compito delicatissimo di garantire l’indipendenza della magistratura".

Accanto a lei, sul palco, il presidente del Pd Stefano Bonaccini, il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco Lepore ed esponenti dei comitati per il No. Schlein incontra anche una delegazione di dipendenti di Italia Meteo (l’agenzia è stata trasferita a Roma dal governo): "È inaccettabile. Non si trasferiscono di 350 chilometri dei lavoratori con una settimana di preavviso, questo è un licenziamento mascherato", dice Schlein, accennando anche alla situazione dei riders, in protesta per le condizioni di lavoro. Quanto al conflitto, "gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu", e rilancia la proposta delle accise mobili per aiutare i cittadini a reggere l’aumento dei prezzi dei carburanti: "Il governo si muova". Non solo: torna a chiedere il cessate il fuoco immediato e si appella al governo perché escluda "l’autorizzazione all’utilizzo delle nostre basi".

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