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La famiglia e la donna in Cina

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19.06.2026

Terza ed ultima parte

Uno degli elementi che contraddistinguono il Capodanno cinese 2.0, è l’utilizzo preponderante dei social network, dal momento che sono sempre di più le persone che preferiscono trascorrere più tempo a socializzare online, la quale propensione risulta essere più diffusa nelle grandi città. Di recente è stato addirittura creato il termine “cyber parenti”, riferito agli amici delle comunità online ed ai gruppi di interesse con cui i giovani interagiscono nella loro vita quotidiana, i quali vengono così a costituire una sorta di virtuale “famiglia allargata”.

Le piattaforme digitali non solo sono il mezzo preferito per comunicare con i propri cari che vivono lontano, ma sono diventate anche uno strumento per inviare biglietti di auguri virtuali. La fascia più giovane della popolazione − e non solo quella − durante il Capodanno lunare predilige gli acquisti in diretta streaming o su appositi siti web, indirizzandosi sempre di più allo lo shopping online, con la comodità della consegna a domicilio (come in Occidente).

Nuove risultano essere anche le preferenze negli acquisti, che spaziano dalla cura del corpo ai prodotti per l’aromaterapia, ai videogiochi. È stato osservato a margine delle nuove tendenze emerse in occasione della festività di cui si discorre, che i giovani hanno ridefinito gli acquisti tradizionali del Capodanno, privilegiando dei prodotti con un valore emozionale maggiore, per mostrare la loro personalità ed i loro valori e per soddisfare il loro desiderio di connessione emotiva.

Perfino il “cenone” di Capodanno, il momento più importante delle celebrazioni, si caratterizza con inedite sinergie fra tradizione ed innovazione, come nel caso dei ravioli al vapore, un piatto tipico della serata, che assumono la forma dei personaggi dei cartoni animati per far divertire i bambini. Alcuni sostituiscono le specialità della tradizione cinese, con dei piatti della cucina occidentale, come il manzo stufato al vino rosso e l’aragosta al forno.

In Cina, nonostante gli sforzi del governo per incoraggiare i giovani a convolare a nozze e ad avere figli così da arrestare il declino demografico nella seconda economia più grande del mondo, si continua a sposarsi sempre di meno: nel 2024 circa 6,1 milioni di coppie hanno contratto il matrimonio, con un calo del 20,5 per cento rispetto all’anno precedente. Un minimo storico da quando il Governo ha iniziato a monitorare l’andamento dei matrimoni nel 1986. Il crollo delle nozze (e delle nascite) rappresenta un problema serio per Pechino, che deve confrontarsi con quello di una forza lavoro in calo e di un rapido invecchiamento della popolazione, che incidono su di un’economia in rallentamento.

La nota, pregressa politica del “figlio unico” voluta da Deng Xiaoping negli anni ‘80, presenta nuovamente il conto, per cui il Governo ha rinnovato l’incoraggiamento alle nuove generazioni a procreare, per arginare l’invecchiamento della popolazione (e la crisi occupazionale). Se ciò non bastasse, un altro elemento di fragilità familiare si è registrato nel 2024, con un leggero aumento nel numero dei divorzi: quasi 2,6 milioni di coppie, cioè 28mila in più rispetto al 2023.

Le diseguaglianze sociali, più nello specifico il divario di genere, sono uno degli aspetti che definiscono la “Cina invisibile”, che negli ultimi anni è emersa sullo sfondo di un Paese che si è visto protagonista di una crescita economica “miracolosa”. Ad oggi, la diseguaglianza di genere rappresenta una delle preoccupazioni fondamentali dell’economia cinese. Nel 2024 hanno assunto un’ulteriore rilevanza le questioni attinenti a dette diseguaglianze, dopo la sessantottesima Sessione della Commissione delle Nazioni Unite sullo Status delle Donne, che ha avuto luogo a New York alla fine del mese di marzo.

Nonostante Xi abbia reiteratamente affermato nel passato l’importanza dell’emancipazione femminile e dell’uguaglianza di genere per la prosperità e la stabilità nazionali, i suoi discorsi hanno........

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