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Giosuè Carducci parla ai giovani d’ogni tempo

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05.10.2026

A fronte della crisi valoriale che da troppo tempo sembra aver incancrenito la vita politica nazionale, non bisogna lasciarsi travolgere dalla sterile inconcludenza di un rassegnato sconforto, ritenendo irreversibile ed inarrestabile il degrado morale e civile che ne deriva.

Ci soccorra, al contrario, il sempre attuale insegnamento del Croce circa l'interpretazione storica, giusta la quale va considerato che anche i periodi di decadenza sono da ritenersi momenti eterni del progresso dell’Umanità, che si svolge come una spirale che comprende salite e discese, e non come una retta che si eleva continuamente verso l’alto, secondo l’illusoria configurazione   ottocentesca.

La perdurante validità della lezione del Carducci ( Valdicastello 27 luglio 1835- Bologna 16 febbraio 1907), lo rende a noi coevo nella più generale cornice di una storia che -nel senso crociano del termine- ci è sempre contemporanea, in quanto oggetto di analisi da parte dei viventi, ai quali, in tal modo costantemente parlano gli Scomparsi protagonisti del passato, come amava affermare Giovanni Spadolini .

Carducci era un uomo di grandi ed intense passioni: dentro il crogiuolo della fantasia egli fuse riflessioni ed affetti, memorie e glorie degli antenati, passato, presente ed avvenire, avvertendo forte l’ufficio civile dell’arte, che fu poetica e con pari dignità prosastica. La sua prosa fu briosa ed armoniosa perché influenzata da una profonda sensibilità poetica; la sua poesia fu educativa, perché partecipò dalla concretezza dello svolgimento prosastico.

Seppe attualizzare il passato cogliendone i nessi profondi con il presente, grazie all’accuratezza dell’indagine storica che, unitamente a quella filologica, supportava un periodare dotto, schietto, talora arguto e, se necessario, polemico; ma sempre e comunque elegante. La forma dei suoi versi: - lo sottolineò il Croce - fu moderna e classicheggiante al contempo, sempre ricca  e varia.

In lui convissero una dimensione privata assai diversa da quella pubblica, nella quale ultima assaporò la gloria del cattedratico, poeta e scrittore illustre sino a conseguire il Nobel, così come la nomina a Senatore del Regno.

Come ogni vero poeta, egli fu alieno dal manifestare ad occhi profani l’immacolata divinità del suo cuore, che era tutta nei suoi versi: quell’Uomo che nell’apparire della vita quotidiana nascondeva gelosamente segrete cure, fino all’apparire burbero, nei momenti dell’ispirazione effondeva il profumo dei  fiori del suo amore, proteso a  trasmetterne l’essenza  inebriante  ai giovani di........

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