Superbonus, quando la truffa nasce dalla legge
La Cassazione qualifica come truffa i crediti fiscali inesistenti. Ma l’anomalia è un sistema che ha trasformato il fisco in fabbrica di ricchezza fittizia.
Le Sezioni Unite penali della Cassazione, con le recenti informazioni provvisorie nn. 4 e 5 del 2026 – l’annuncio con cui la Corte rende noto subito l’esito di una decisione che risolve una questione di particolare rilievo, in attesa delle motivazioni complete – hanno stabilito che le frodi sui crediti d’imposta legati al Superbonus devono essere qualificate come truffa aggravata e non come indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il momento consumativo, hanno pure precisato, coincide con la creazione e l’immissione nel sistema del credito fittizio, attraverso fatture per operazioni inesistenti e l’attivazione dei meccanismi di sconto in fattura o cessione del credito. La decisione è giuridicamente coerente. Ma, proprio per questo, solleva una questione più profonda: non riguarda solo chi ha ingannato lo Stato, ma lo Stato che ha reso possibile un simile inganno.
Per comprendere il significato di questa pronuncia, occorre partire da un dato........
