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La casa controllata: tre mosse, un solo disegno

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04.05.2026

Sfratti più rapidi, edilizia pubblica rafforzata e mercato “calmierato”: il Piano casa prova a governare l’abitare, ma rischia di sostituire le scelte individuali con un sistema amministrato

C’è un filo che unisce le tre gambe del nuovo Piano casa: non l’emergenza, ma l’idea che l’abitare possa essere organizzato dall’alto. Il primo intervento accelera gli sfratti, il secondo rafforza l’edilizia pubblica sotto regia centrale, il terzo costruisce un segmento di mercato a prezzi imposti per una platea sempre più ampia. Non sono misure isolate: è un disegno unitario.

Proprio la prima di queste direttrici, dedicata appunto agli sfratti, merita tuttavia una precisazione che incide sulla lettura complessiva dell’intervento: le misure non sono ancora operative. Si tratta di un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, un testo in via di definizione tecnica che dovrà affrontare l’iter parlamentare e potrà subire modifiche anche rilevanti. Siamo dunque di fronte a un progetto, non a una disciplina vigente. Ed è questa natura ancora in fieri a renderne particolarmente significativa l’impostazione, perché consente di cogliere con chiarezza la direzione lungo la quale si intende intervenire.

In questo quadro si comprende anche il dato che più colpisce e che, di fatto, giustifica l’intero intervento: in Italia solo una quota tra il 20 per cento e il 30 per cento delle richieste di esecuzione arriva davvero allo sfratto. Il resto si perde tra rinvii, sospensioni, opposizioni. È qui che il disegno di legge prova a incidere, introducendo strumenti come l’ingiunzione di rilascio, modellata sul decreto ingiuntivo, la........

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