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“La banda muta”, l’elogio del silenzio contro l’esibizionismo contemporaneo

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17.09.2026

Cosa accade quando il dolore perde il suo spazio sacro per trasformarsi nell’ennesima occasione di esposizione pubblica? A interrogarsi su questa mutazione del vivere collettivo è La banda muta, il cortometraggio diretto da Alessia Bottone e ispirato a un racconto di Gaetano Savatteri. Al centro della narrazione c’è Manfredi, un anziano interpretato da Piero Nicosia, chiamato a dare l’ultimo saluto all’amico di una vita, lo scrittore Elio. Ci si aspetterebbe che la chiesa e il sagrato siano luoghi di raccoglimento e di silenzioso rispetto. Eppure, il funerale si rivela ben presto un palcoscenico caotico e mondano, dove il dolore sembra quasi diventare un elemento secondario. Tra i presenti si consuma una sorta di liturgia laica fatta di chiacchiere futili, sorrisi di circostanza, selfie ricordo e persino proposte d’affari. In questo contesto di superficialità diffusa, il cordoglio si assottiglia fino quasi a scomparire, mentre l’ego dei convenuti finisce per........

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