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Orban e Fico contro le “tasse di guerra” Ue

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17.03.2026

Le guerre costano, e lo sapevano bene i sovrani del passato. Oggi l’Ue ci sta girando intorno con la storiella delle “spese militari”, ma il succo del discorso non cambia. Soprattutto passa attraverso l’introduzione della più antica imposta di scopo, ovvero la “tassa di guerra”. La nostra memoria non ha traccia alcuna di questo orrendo balzello. Anzi, abbiniamo il concetto di “tassa di scopo” a tutta una serie di tributi introdotti dalla Legge 296/2006 (Legge Finanziaria 2007), che ha permesso agli enti locali di finanziare la realizzazione di varie opere pubbliche: infrastrutture, parcheggi, scuole, riqualificazioni urbane.

Solo volando con la mente ai contratti di committenza dei signori del passato, siglati con ingegneri e architetti, si può rilevare che ponti, carri e infrastrutture belliche venivano finanziate con “tasse di scopo” pagate dai sudditi: bastevoli i contratti che Leonardo da Vinci siglava con Ludovico il Moro o con Cesare Borgia per la realizzazione di “infrastrutture militari”.

Le “tasse di guerra” le hanno pagate tutti i popoli, dagli ateniesi fino ai prussiani, passando per gli italiani post unitari e i francesi: solo il Borbone di Napoli e quello di Spagna risparmiavano al popolo questo supplizio, e perché avevano intelligentemente spostato la........

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