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La guerra invisibile

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23.04.2026

Nel conflitto contemporaneo, la guerra non si annuncia più necessariamente con il fragore delle armi convenzionali, ma prende forma in modo silenzioso e progressivo nello spazio digitale. Prima ancora che i primi colpi vengano sparati, può essere già in corso un’offensiva fatta di intrusioni nei sistemi informatici, sabotaggi invisibili e campagne di disinformazione mirate. È in questo terreno immateriale, ma tutt’altro che astratto, che si gioca una parte sempre più decisiva degli equilibri geopolitici globali, con l’intelligenza artificiale destinata a ridefinire profondamente le regole del confronto tra Stati.

Il cyberspazio si è ormai imposto come un vero e proprio dominio operativo, accanto a quelli tradizionali. Le operazioni informatiche non sono più un complemento alle azioni militari, ma spesso ne costituiscono l’anticamera. Attacchi contro reti energetiche, sistemi bancari, infrastrutture di comunicazione e istituzioni pubbliche possono destabilizzare un Paese senza bisogno di un’invasione fisica immediata. In questo senso, la guerra diventa un processo continuo, che può svilupparsi ben prima di una dichiarazione ufficiale e proseguire anche al di fuori delle fasi più acute del conflitto armato.

In questo contesto, l’intelligenza artificiale rappresenta un acceleratore senza precedenti. La capacità di analizzare enormi quantità di dati in tempi rapidissimi consente di individuare vulnerabilità nei sistemi avversari e di pianificare operazioni con un livello di precisione impensabile fino a pochi anni........

© L'Opinione delle Libertà