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Sotto Zerocalcare

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03.02.2026

Da un punto di vista semiologico (lato Roland Barthes), il manifesto realizzato da Zerocalcare per la orribile manifestazione che si è tenuta a Torino denota alcuni significati. Il primo è che non ha disegnato nessuna donna. Solo sguardi feroci e grotteschi di maschi anni ‘70, col tentativo di internazionalizzarli: bandiere pro-Pal, un “Nero a metà” pinodanielesco, ma appunto tagliato a metà.

Dal punto di vista del messaggio testuale emerge un tentativo di dare un senso a una manifestazione che mirava a marcare il territorio, con mega slogan come “Se ci cacciate, arriveranno risposte pesanti”. Pesanti come quella contro il poliziotto rimasto da solo contro reduci dalla guerra civile in Siria (alcuni sembra abbiano davvero combattuto in quella iperguerra, per fortuna non stando con Assad o con gli ex jihadisti, ma con i curdi, il che ‒ se confermato ‒ ha certo dato loro una capacità bellica micidiale). Sei contro il Governo? Ma con i misfatti e le immagini che si sono viste (molto poco in tv) hai invece favorito chi dici di combattere. Ciò è indice di mancanza di intelligenza oltre che di troppe false certezze.

Sei contro la guerra? Tuttavia, meni le mani, distruggi vetrine, spaventi i bambini. Il pacifismo contro le democrazie (pur coi loro problemi) se poi arriva a difendere di fatto i macellai, è il mezzo migliore per produrre guerre. L’ipocrisia di lasciare gli iraniani da soli con un sostegno parolaio e ipocrita da parte del Campo largo è un’idiozia della più bell’acqua. Un bel tacer non fu mai scritto: sono 47 anni che gli iraniani subiscono e muoiono. Il pacifismo non può limitarsi al mantenimento dello stato di fatto, cioè voltarsi dall’altra parte per giunta tacendo (penso al silenzio immondo sulla Cecenia, dove la Russia uccise un........

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