menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Rivoltati! Resilienza di una teocrazia

11 1
02.02.2026

Quando cadono, dunque, i regimi? In tre modi, per l’essenziale: rivolta popolare; intervento armato dall’esterno; golpe interno. In tutti e tre i casi, spesso è sempre possibile rilevare una componente esogena nella loro destabilizzazione, perché la sorte di un Paese comunque strategico per gli interessi delle grandi potenze non rappresenta di per sé una variabile indipendente. Nel caso della teocrazia iraniana, che non esita a praticare l’eccidio e le esecuzioni di massa (ammesse dal loro credo perché chi protesta bestemmia Dio), c’è da sperare unicamente in una fratturazione interna nella diga che separa il regno dei mullah dalla società laica mondiale. E questo può avvenire solo e soltanto se all’interno di una delle grandi componenti armate che proteggono il trono (inturbantato) del pavone si producesse una fessurazione, subito tesaurizzata da contestuali proteste organizzate di piazza, per consentire ai golpisti di intervenire a favore dei manifestanti e abbattere il regime, avendo chiara l’alternativa e la leadership di governo. A oggi, come si è visto, nulla di tutto questo è all’orizzonte, malgrado la pressione di Donald Trump su Teheran. Anzi: in Iran regna la calma del sangue che ha esaurito la sua vita, dopo che se ne è sparso così tanto al punto che le guaine nere non bastano più per nasconderlo agli occhi del mondo. Senza i fucili che sparano dalla parte del popolo contro l’oppressore, è finita che le guardie del regime hanno annientato la rivolta, mascherandosi per non essere riconosciute, in modo da uccidere (sterminare) impunemente innocenti disarmati: un’infamante vergogna per chi quegli omicidi brutali li ha invocati, permessi e persino benedetti.

E sono proprio quelle guardie della vergogna (che si autodefiniscono polizia della fede) a essersi precipitati sulle terrazze di Teheran e delle altre........

© L'Opinione delle Libertà