Quanto vale la morte: i nuovi mercenari
Come funziona oggi il reclutamento dei neo-mercenari da parte della Russia, e quanto pesa tutto ciò sui conti dello Stato? Moltissimo, a quanto pare, sia in costi politici che economico-finanziari, per non parlare del milione di morti e feriti (al ritmo di molte centinaia al giorno) che è finora costata, in più di quattro anni, la guerra d’invasione dell’Ucraina, ipocritamente etichettata come “operazione speciale” di peacekeeping, per la pacificazione del Donbas e la sua annessione alla madre patria russa. Perdite così elevate non sarebbero mai tollerate in tutte le democrazie occidentali, dato che i loro governi debbono rispondere periodicamente del proprio operato ai cittadini-elettori. A detta di tutti i commentatori internazionali, l’ammontare odierno delle perdite russe è molto superiore alla somma di tutte quelle subite dal Paese dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Fatto quest’ultimo che sta a testimoniare la feroce resistenza ucraina contro una grande potenza di gran lunga superiore per risorse, uomini e armamenti. Ma ciò che più preoccupa sia Volodymyr Zelensky che i Paesi europei della Nato sostenitori dell’Ucraina, è proprio questa incredibile capacità del regime putiniano di mettersi alle spalle tutti questi insuccessi, e continuare come se nulla fosse a reclutare nuovi volontari, mandandoli cinicamente allo sbaraglio sul fronte ucraino, anno dopo anno, senza nessun considerazione per la vita umana. Certo, le stime delle perdite tra i soldati di Vladimir Putin sono del tutto approssimative e vengono ricavate, per quanto possibile, dall’analisi dei dati reperibili dalla messaggistica dei social media........
