Integrazione senza illusioni
La democrazia ha il diritto di chiedere il rispetto delle proprie regole
Ogni democrazia si trova oggi davanti a una domanda che per troppo tempo ha preferito rinviare: come può integrare persone provenienti da culture e tradizioni profondamente diverse senza rinunciare ai propri principi fondamentali?
È una domanda che riguarda soprattutto l’immigrazione proveniente da paesi nei quali la religione non costituisce soltanto una fede personale, ma anche un sistema giuridico, sociale e politico. La questione, naturalmente, non riguarda l’Islam in quanto religione professata da oltre un miliardo e mezzo di persone, né tantomeno tutti i musulmani, la grandissima maggioranza dei quali desidera semplicemente vivere in pace. Riguarda invece il rapporto tra una democrazia liberale e quelle interpretazioni dell’Islam che ritengono la legge religiosa superiore alla legge dello Stato.
È qui che nasce il problema, perché una democrazia può accettare qualsiasi convinzione religiosa. Non può però accettare che una norma religiosa prevalga sulla Costituzione, sulle leggi ordinarie o sulle decisioni dei tribunali.
Per molti anni l’Europa ha affrontato questa questione quasi esclusivamente attraverso politiche di integrazione sociale: scuola, welfare, mediazione culturale, dialogo con le comunità religiose, lotta alle discriminazioni. Sono strumenti importanti e, in molti casi, indispensabili. Sarebbe un errore rinunciarvi.
Ma è difficile sostenere che, da soli, abbiano risolto il problema. Negli ultimi vent’anni numerosi paesi europei hanno visto crescere tensioni sociali,........
