Mussolini: da studiare e capire, senza semplificazioni alla moda
All’attenzione di Aldo Cazzullo. Lei, a buon diritto, si risente, se le dicono che scrive cazzullate o se Vannacci le dà del “cazzullo”. In verità, io stesso considero orrendo strafalcione seriale, anzi, libro invero citrullo, quel testo nel quale lei riduce Benito Mussolini a bandito. Per non offenderla, per siffatta rozza semplificazione della complessità, userò “citrullonata” in luogo di “cazzullonata”. Il socialista massimalista, neutralista, quindi interventista, poi, sempre rimanendo fedele a Georges Sorel ( violenza come atto politico, etico e rivoluzionario), fondatore dei fasci di combattimento; magistrale suasivo istrione, originale e acuto interprete dell’arte della politica nella società di massa; infine, statista e dittatore, regista del regime poliziesco di massa, con tanto di sciagurate leggi razziali, ebbene secondo quel suo testo fu “cattivo e spietato” e soprattutto volgare boss di una combriccola di malfattori.
La tecnica di ipnotizzare la folla l’apprese non in camicia nera, ma rossa, da leader socialista allenato ad inquadrare e fomentare le masse sovversive, che, per prime, lo chiamarono “Duce”. Per le sue doti di domatore di folla fu, infatti, apprezzato da Vladimir Il’ič Lenin. Nel covo della gang mussoliniana si sarebbero sovente riuniti lestofanti come Guglielmo Marconi, Giovanni Gentile, Luigi Pirandello, tanto per citare solo tre dei migliori cervelli italiani del Novecento, che aderirono........
