Turisti della democrazia
Sinistra e franchi tiratori contro le preferenze
Era l’estate del 2003 quando Silvio Berlusconi, rivolgendosi all’europarlamentare tedesco Martin Schulz, capogruppo socialdemocratico al Parlamento europeo, utilizzò per la prima volta una formula descrittiva di un certo qual modo ˗ a geometria variabile ˗ di intendere la coerenza sui principi fondamentali e regalò un grimaldello concettuale rivelatore agli appassionati liberali che masochisticamente si lasciano perplimere dai controsensi ideologici dei kompagni: “Siete turisti della democrazia”.
Questa settimana i banchi della Camera dei deputati ce ne ha regalato esemplificazione. Ci sono immagini che valgono più di cento dichiarazioni d’intenti, più di ogni lezione di democrazia impartita dai professionisti della morale pubblica. Non dimenticate mai questa fotografia; fermatela nella memoria. Ricordate quei volti, ricordate gli applausi; ricordate le urla di gioia provenienti dai banchi della sinistra, a Montecitorio, in festa come se avessero vinto la Coppa del Mondo. Festeggiavano l’affossamento dell’emendamento 1.077 alla legge elettorale che avrebbe restituito agli italiani il diritto di scegliere i propri parlamentari. Festeggiavano il mantenimento di un sistema a listini bloccati nel quale sono le segreterie di partito, e non gli elettori, a decidere chi entrerà in Parlamento.
La misura fortemente voluta da Giorgia Meloni avrebbe introdotto un sistema misto con capolista bloccati e preferenze per gli altri candidati. Non aboliva completamente “i nominati” ma ne riduceva........
