Il cavallo di Troia dietro la bandiera palestinese
Masse spente in fila ai botteghini di tutta Italia stanno regalando la marcia trionfale degli incassi record ad una specie di documentario-propaganda proiettato in questi giorni e costruito sulla mistificazione “dell’uccisione sistematica” dei gazawi da parte delle forze militari di Israele; masse deboli e manovrabili, quelle che negli ultimi 3 anni hanno trasformato la bugia in verità, facili prede della contraffazione storica, del travisamento della cronaca, della manipolazione ideologica.
Bombardati da titoloni, accuse genocidarie, strampalate teorie di segregazione e pulizia etnica; alla mercè di intellò accantonati che hanno riscoperto il successo facile del menestrello, di pseudo-intellettuali rampanti divulgatori di fake news, di commentatori politici capaci di strumentalizzare persino i drammi e del ministero della propaganda dei terroristi di Hamas.
Dall’alba del 7 ottobre del 2023, nelle narrazioni prostrate e fedeli al dogma identitario del palestinianismo è sparito il massacro nazista perpetrato dai macellai di Hamas. Sono spariti i migliaia di morti ammazzati, sono spariti le centinaia di rapimenti, gli stupri e le atrocità di quel giorno. È sparita la caccia casa per casa, l’eliminazione deliberata. Sono spariti gli anni di prigionia di civili israeliani detenuti nei tunnel della città parallela scavata sottoterra a Gaza, sono sparite le crudeltà del gruppo islamico che uccide l’infedele perché ebreo e vive al soldo del regime degli ayatollah tenendo sotto scacco da decenni la stessa popolazione palestinese.
Dalla mattanza di tre anni fa, nelle analisi dei professionisti del relativismo è sparita la barbarie dei vermi che fanno imbracciare i fucili ai ragazzini di 9 anni - salvo poi beneficiare gratuitamente di avvocati da salotto televisivo che nella vita hanno fatto solo i comici intenti ad urlare che Israele si diverte a sparare alla testa dei bambini di Gaza; nessuna traccia delle famiglie raccolte e buttate come immondizia nelle stanze intorno agli obiettivi militari, di fianco ai centri direzionali del governo territoriale di Hamas, messi lì a fare da scudo umano per poter accusare Israele di aver deliberatamente compiuto una mattanza.
È sparita l’informazione sui finanziamenti iraniani utilizzati per organizzare la jihad, per i missili, l’arsenale bellico per l’intifada, mica per costruire la civiltà, per sviluppare comunità, per migliorare le condizioni di vita del posto: no, così invece può attecchire la narrazione per cui........
