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Alice Bailey, la quarta dimensione cui accede la nostra coscienza

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wednesday

Gli esoteristi insegnano che una persona può sperimentare una percezione del tempo diversa da quella abituale, avere sogni vividi o esperienze considerate extracorporee, la sensazione di connessione con tutte le cose, e una maggiore intuizione o consapevolezza interiore. Pëtr Dem’janovič Uspenskij ha esplorato le dimensioni superiori e i limiti della percezione umana nel libro Tertium Organum. Rudolf Steiner ha descritto piani spirituali e forme di conoscenza sovrasensibile nell’ambito dell’antroposofia. Charles Howard Hinton ha contribuito alla divulgazione dell’idea matematica della quarta dimensione, che influenzò alcuni ambienti spiritualisti.

Alice Bailey ha trattato piani sottili, l’evoluzione della coscienza e le gerarchie spirituali nei suoi scritti esoterici. Noi percepiamo gli eventi uno dopo l’altro, ma questa successione dipende dai limiti della nostra coscienza. La percezione ordinaria vede un bambino, poi un adulto, poi un anziano, ovvero una sequenza di momenti. Il modello quadridimensionale immagina la vita intera come una struttura temporale, dall’inizio alla fine. La coscienza in grado di percepire questa struttura nella sua interezza può cogliere insieme ciò che noi vediamo separatamente nel tempo. Uspenskij ha chiamato in causa l’idea “dell’Eterno Presente” cioè passato, presente e futuro considerati parti di una totalità più ampia, anziché realtà completamente separate. L’espansione della coscienza significa non essere più completamente prigionieri della percezione istantanea, e comprendere maggiormente le relazioni tra eventi, cause, conseguenze e possibilità.

Secondo gli esoteristi la coscienza può svilupparsi fino a percepire altre dimensioni. Uspenskij ha immaginato una coscienza che riesce a elevarsi oltre le normali condizioni della percezione sensoriale. Ha usato la metafora della persona che sale su una montagna e che dall’alto può vedere contemporaneamente luoghi che, dal basso, apparivano separati. Uspenskij introduce un concetto particolarmente interessante, il corpo temporale. L’idea è che un essere umano possa essere considerato non soltanto come il corpo che occupa spazio in un determinato istante, ma come l'intera estensione della sua esistenza nel tempo. L’intera vita viene pensata come un'unica struttura temporale, anziché come una successione di immagini isolate. Nascita e morte sono manifestazioni parziali di qualcosa che non si esaurisce nella nostra percezione ordinaria – concezione multidimensionale........

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