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Le liste Epstein e la cinica indifferenza del cittadino comune

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14.09.2026

Mentre l’estate si avvia al capolinea, declinando verso il ritorno alla quotidianità, riemergono con grande vigore tutti i cosiddetti “reality show”, funzionali a inebetire nuovamente e con repentina prontezza la massa di cittadini, i quali vengono distratti artatamente dalle pagliuzze del nulla, affinché non riflettano (qualora ne siano ancora capaci) sulle travi orripilanti che emergono dalla loro società.

Questo radicale cambiamento stagionale coincide anche con il ritorno ai rispettivi lavori o professioni, nonché per gli studenti con il ritorno a scuola o all’università e tutto ciò genera grande mestizia.

Una tristezza che, per quanto profonda possa essere, non eguaglia in alcun modo quella generata dalla cinica indifferenza dei cittadini riguardo ai temi tanto orribili quanto inquietanti che compromettono lo stesso sistema sociale e che toccano coloro che rappresentano le istituzioni, la politica, il mondo imprenditoriale, il mondo dei media e del cinema.

In sostanza, per i cittadini dissonanti cognitivi, sempre bene informati sugli sviluppi dei reality show di turno, esiste un solo modus agendi per affrontare i temi fondamentali per la tenuta dello Stato di diritto e per la sopravvivenza della loro stessa civiltà: quello degli struzzi, ossia nascondere la testa sotto la sabbia e auto convincersi che “tutto va bene madama la marchesa”, perfino di fronte alla divulgazione delle atroci “liste Epstein”.

Pertanto, l’annoso espediente distrattivo del “panem et circenses”, citato da Giovenale nella sua famosa opera “Satira X” (circa II secolo d.c.), anche in questo caso viene applicato con icastica e recondita maestria, confermando in tal modo l’attualità di quanto affermava Gustave Le Bon nel suo celebre libro “La psicologia delle folle”, scritto nella prima metà del XX secolo.

Invero, nello specifico, le “liste Epstein” ammontano a milioni di pagine, migliaia di e-mail, in cui sono citati nomi eccellenti e a causa di tutto ciò sorge spontanea una domanda: quanto siamo davvero disposti a sapere?

Infatti, c’è qualcosa di più inquietante delle cosiddette “liste Epstein”, ovvero la velocità con cui, dopo qualche giorno di clamore mediatico, l’opinione pubblica sembra tornare ad occuparsi d’altro.

Jeffrey Epstein è morto in carcere nel 2019, mentre attendeva il processo per gravissimi reati sessuali. Ghislaine Maxwell è stata invece condannata per il proprio ruolo nel reclutamento e nell’adescamento di ragazze minorenni.

Eppure, la vicenda Epstein continua a produrre una quantità impressionante di documenti, e-mail, fotografie, testimonianze e rapporti investigativi.

Nel gennaio 2026 il Dipartimento di Giustizia americano ha pubblicato oltre tre milioni di ulteriori pagine, portando il materiale divulgato a circa 3,5 milioni di pagine, oltre a migliaia di immagini e video.Il punto, allora, non è derubricare il fatto come una mera teoria complottista, il punto è esattamente l’opposto, quello di pretendere che ogni........

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