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Le innovazioni del decreto giustizia-migranti

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03.08.2026

Il decreto Giustizia-Migranti accelera il percorso di modernizzazione dello Stato tra efficienza della giustizia, controllo dell’immigrazione e digitalizzazione, nonostante le polemiche politiche che cercano di ostacolare una riforma destinata a incidere in modo incisivo sul funzionamento delle istituzioni.

L’approvazione al Senato del decreto Giustizia-Migranti mediante voto di fiducia rappresenta molto più di un ordinario passaggio parlamentare, in quanto segna una precisa scelta politica dell’Esecutivo.

L’obiettivo è stato quello di privilegiare la capacità di governare rispetto ai rischi dell’immobilismo legislativo in due materie che incidono direttamente sulla sicurezza nazionale, sull’efficienza della giustizia e sulla credibilità internazionale dell’Italia.

Con 92 voti favorevoli e 63 contrari, Palazzo Madama ha dato il primo via libera ad un provvedimento destinato ora al rapido esame della Camera, che in seguito dove dovrà essere convertito in legge entro l’11 agosto.

L’utilizzo della questione di fiducia ha inevitabilmente alimentato le critiche delle opposizioni, che parlano di compressione del dibattito parlamentare, ma da un’analisi oggettiva del procedimento legislativo (scevra dalla solita propaganda di parte) emerge una conclusione apoditticamente diversa.

Invero, il ricorso alla fiducia costituisce uno strumento pienamente previsto dalla Costituzione e dai regolamenti parlamentari, frequentemente utilizzato da governi di ogni colore politico quando occorre assicurare la conversione dei decreti-legge entro termini costituzionalmente........

© L'Opinione delle Libertà