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Iran: l’attesa del ritorno del “principe”

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monday

In queste ultime ore la compagnia aerea iraniana Mahan (“compagnia di regime” spesso presente a Caracas con carico di armi), sta incrementando i sui voli verso Mosca. Può essere Reza Ciro Pahlavi l’alternativa, anche di transizione, alla dittatura degli ayatollah? Il rischio più elevato quando si profila un avvicendamento al potere senza che chi lo perde sia consenziente e non ci sia una immediata forza catalizzatrice, è che si dia spazio alla febbre anarchica che tanto piace alla parte più rumorosa, e che ha meno da perdere, della massa. Esempi anche della storia recente sono numerosi, soprattutto nel Vicino Oriente e nel Maghreb. Situazioni che danneggiano gravemente il tessuto sociale e politico con la tendenza alla creazione di particelle estremiste con ambizioni di potere. Insomma una parcellizzazione dell’ambizione di comando che sovente si cronicizza e rimane difficile da estirpare anche dopo un raggiunto equilibrio del potere politico.

Reza Ciro Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di Persia Mohammed Reza Pahlavi, deposto dagli sciiti komeinisti nel 1979, rappresenta quell’alternativa solida e riconosciuta, ad un regime sadico che ha fatto della oppressione, ma soprattutto della misoginia, il “malles”, martello, del suo potere; molte similitudini si possono riscontrare tra i dettami del Malleus Maleficarum, “Il Martello delle malefiche (o streghe)” (1486) e l’oppressione degli ayatollah verso le donne. Ad........

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