Mosca può permettersi di perdere la guerra?
A Parigi si sono riuniti i “volenterosi” per discutere di programmi integrati tra gli Stati europei per la cooperazione in tema di difesa comune, particolarmente focalizzati sulla produzione di sistemi antimissile. Servono all’Ucraina per difendersi dagli attacchi russi portati con vettori balistici. E servono agli europei per cominciare a costruire uno scudo di protezione casalingo ora che l’America di Donald Trump ha intimato ai partner europei di dover provvedere finanziariamente alla propria difesa.
Un’iniziativa politica che ha un suo senso: consorziare il meglio dell’industria della Difesa continentale per implementare il programma di riarmo dell’Europa. Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito sono della partita. Altri Stati si aggiungeranno col progredire del progetto. Intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj, presente ieri alla parata parigina per la festa del 14 luglio, incassa l’impegno degli Stati produttori di approvvigionarlo di sistemi anti missilistici oggi presenti sul mercato, in particolare dell’ultima versione del Sistema Samp-T, costruito dal consorzio industriale italo-francese Eurosam.
Ma Zelens’kyj non si accontenta, chiede e ottiene di essere nel pacchetto di mischia dei Paesi europei che ieri l’altro a Parigi hanno sottoscritto l’impegno a sviluppare il sistema di difesa aerea denominato Freyja, dal nome della divinità dell’amore, della bellezza, della fertilità, della magia, della guerra e della morte nella mitologia norrena. In più, Zelensky ha in tasca la promessa di Donald Trump di concedergli la licenza per costruire in Ucraina il sistema antimissilistico Patriot, al momento il più efficace al mondo nel suo genere.
Messa così, sembrerebbe che tutto fili per il verso giusto; che la Russia di Vladimir Putin abbia le ore contate; che l’Ucraina, grazie al supporto dei partner europei, sia sulla soglia di una storica vittoria sul vicino aggressore. Sembra tutto così certo che financo l’annuncio dato da Emmanuel Macron di una costituenda forza multinazionale d’interposizione pronta a schierarsi sul territorio ucraino non appena verrà dichiarato il cessate-il-fuoco, assume plausibile fondatezza.
Eppure, in questo mare di gioioso ottimismo, c’è qualcosa che non torna. Cos’è che disturba? Cosa non convince? Domande a cui è possibile rispondere soltanto con altre domande. Allora, se l’evento parigino è destinato, per importanza, a essere........
