A sinistra, tutti pazzi per gli ayatollah
A dieci giorni dall’inizio delle ostilità in Iran cominciamo ad avere un chiaro più chiaro della situazione. Ciò che abbiamo compreso lo rassegniamo alle vostre valutazioni di gente comune con la quale condividiamo la strada, unica maestra (lo sosteneva Giorgio Gaber).
Ma andiamo con ordine:
1) La sinistra sta con gli Ayatollah e fa il tifo perché Donald Trump e Benjamin Netanyahu perdano malamente la partita contro l’Iran.
2) L’Unione europea ha preso atto dello scarso peso specifico che ha sulla scena mondiale. Lo ha candidamente ammesso la signora Ursula von der Leyen accettando il fatto che l’Europa non sia più la custode dell’ordine mondiale, di un mondo che se n'è andato e non tornerà.
3) Emmanuel Macron vorrebbe darsi un ruolo di primo livello provando a inserirsi nel vero conflitto strisciante che si cela sotto quello esploso nel Golfo e che è tra titani, cioè tra Stati Uniti e Cina, per la leadership globale nel prossimo mezzo secolo, o forse oltre. Peccato, però, che rimedi soltanto sberle e figure barbine. Ma, come si dice, contento lui…
4) Vladimir Putin sta godendo come un riccio da quando è cominciato l’attacco israeliano-statunitense a Teheran. Era scontato che la reazione dell’apparato iraniano sarebbe stata rivolta al blocco del commercio di idrocarburi dal Golfo. La sola minaccia di un taglio delle forniture è in grado di mandare in tilt il mercato dell’energia e di generare panico nelle borse di tutto il mondo. Putin lo sa e si offre di riaprire il rubinetto del suo gas verso l’Europa. Sa anche che se oggi la reazione alla sua proposta suona come una provocazione e sarà respinta al mittente con sommo sdegno, domani con il proseguire della guerra e l’innalzarsi del rischio energetico alcuni Stati dell’Unione potrebbero cambiare idea – la Germania è la prima indiziata in tal senso – perché come si suole dire: “più dell’onor, potè il digiuno”.
5) Per Volodymyr Zelens'kyj e per la sua eroica Ucraina lo scoppio del conflitto mediorientale si è tradotto in una colossale fregatura perché è una gigantesca arma di distrazione di massa indirizzata a colpire il sentimento degli europei che staziona dalle parti del portafoglio. Chiediamoci cosa staranno pensando i conterranei del Vecchio Continente: ora che la guerra è entrata in casa nostra, non c’è più tempo e voglia di stare dietro ai drammi degli ucraini. I denari glieli abbiamo dati, e tanti;........
