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Il futuro digitale dell’Europa

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Gualtiero Carraro, esperto di intelligenza artificiale, indica la strada per colmare il divario tecnologico e recuperare sovranità digitale

Il 9 e 10 giugno a Bruxelles, EuropCom 2026 non sarà soltanto un appuntamento dedicato alla comunicazione pubblica europea. Sarà soprattutto il segnale di una presa di coscienza politica: il digitale non è più un settore tecnologico, ma il sistema nervoso del potere globale. E oggi quel sistema non parla europeo. Il mondo si è già diviso in due grandi blocchi. Da una parte gli Stati Uniti, dove Microsoft, Google e Meta controllano infrastrutture, dati, modelli di intelligenza artificiale e distribuzione dell’informazione. Dall’altra l’Asia, con la Cina e colossi come Tencent e Alibaba, che hanno costruito un ecosistema parallelo altrettanto pervasivo e strategico. Due modelli diversi, una stessa ambizione: governare il futuro digitale.

L’Europa non è fuori da questo sistema. Ne fa parte, ma senza guidarlo. E dentro questo quadro si colloca anche l’Italia, che rappresenta una delle economie più esposte alla dipendenza tecnologica: forte sul piano industriale e manifatturiero, ma ancora fragile sul controllo delle infrastrutture digitali e dell’intelligenza artificiale. Per questo il tema della sovranità digitale non è astratto, ma riguarda direttamente la competitività del sistema produttivo italiano.

È in questo scenario che interviene Gualtiero Carraro, esperto di intelligenza........

© L'Opinione delle Libertà