Iacchetti, la rabbia come ultimo spettacolo
Quando la provocazione diventa una stampella per la visibilità perduta
Enzo Iacchetti non ha più bisogno di dimostrare di essere contro il governo. Lo ha fatto capire in ogni modo possibile. Il punto, oggi, è un altro: quanto ancora può spingersi la ricerca dello scontro prima che la provocazione finisca per divorare il personaggio?
Per anni è stato il volto della leggerezza, della comicità popolare, della battuta capace di unire milioni di italiani davanti alla televisione. Una carriera costruita sul talento, sull’ironia, sulla capacità di far sorridere. Oggi, invece, il suo nome sembra essere sempre più associato alle polemiche, alle frasi estreme, alle dichiarazioni destinate a incendiare il dibattito.
L’ultima vicenda è quella di Arezzo, durante l’incontro della rassegna “Naturalmente Pianoforte”. Parlando delle liste d’attesa nella sanità pubblica – un problema serio che riguarda milioni di cittadini – Iacchetti ha evocato il caso del ministro della Salute Orazio Schillaci arrivando a parlare della possibilità che potesse morire aspettando una Tac. Una frase che supera il confine della........
