Profitti, perdite ed extraprofitti
Nella comunicazione politica è entrato prepotentemente il neologismo: extra profitto. Nel lessico politico soprattutto della sinistra, dell’ultrasinistra e degli scapigliati dei cinque stelle, non è mai contemplata la possibilità che le imprese possano subire perdite o extra perdite. È di tutta evidenza che non hanno l’idea di come si gestisce un’impresa. L’obiettivo di raggiungere l’utile d’esercizio, per le imprese che operano nei sistemi economici di mercato (concorrenza) è sacro! Il “profitto” conseguito deve essere in grado di remunerare tutti i fattori produttivi impiegati nell’esercizio dell’attività imprenditoriale ovvero: il capitale investito nell’azienda, la remunerazione dell’attività imprenditoriale, il lavoro (salari e stipendi, contributi e assicurazioni sociali), la Pubblica amministrazione attraverso il pagamento delle imposte sull’utile conseguito. Senza trascurare il fatto che se la gestione di una azienda non genera profitti è difficile che la stessa azienda possa fare investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Chi investirebbe il proprio denaro senza ottenere un ritorno di natura........
