Luciano Canfora: “Un editore non deve giurare su nulla”
Intervistato sulla vicenda che ha coinvolto la fiera dell’editoria a Roma e il fantomatico patentino antifascista, il professor Canfora non ha usato giri di parole per descrivere il nuovo regolamento della fiera romana, etichettandolo come una “alzata d’ingegno” e “uno scandalo da quattro soldi”.
Secondo il filologo barese, pretendere una firma di fedeltà ideologica da chi produce e distribuisce cultura è una mossa priva di senso logico e giuridico: “Il giuramento si faceva al re d’Italia, o alla Repubblica quando si assume un pubblico impiego, ma un editore non deve giurare su nulla”.
Canfora ha poi smontato il meccanismo censorio portando esempi concreti legati alla storia dell’editoria. Se si dovesse applicare una rigida censura preventiva basata sui contenuti, si........
