Il Tribunale del telecomando
L’inchiesta di Report sulla “pista nera” e l’ennesima crocifissione del generale Mori: quando il giornalismo d’assalto confonde il sospetto con la sentenza, trasformando un servitore dello Stato nel “burattinaio” di turno.
Di fronte alle immagini trasmesse domenica 4 gennaio su Rai 3, il telespettatore non ha assistito a una semplice inchiesta giornalistica, ma a un vero e proprio rito catartico di demolizione. Al centro del mirino, ancora una volta, lui: il generale Mario Mori. L’accusa lanciata da Sigfrido Ranucci e dalla sua squadra è di quelle che tolgono il fiato: Mori non sarebbe solo un pezzo di storia dell’Arma, ma l’oscuro regista dietro le quinte della Commissione Parlamentare Antimafia, un manipolatore di verità capace di muovere i fili della politica per coprire le presunte trame della “pista nera”.
LA RICOSTRUZIONE DI REPORT: ACCUSE O TEOREMI?
Secondo l’inchiesta, il Generale Mori avrebbe influenzato i lavori parlamentari per deviare l’attenzione dai legami tra eversione nera e criminalità........
