Il teorema del sospetto: le omissioni di Baudino
L’articolo siglato da Stefano Baudino su La Zona Grigia non è soltanto un attacco frontale all’avvocato Fabio Trizzino; è il manifesto di un metodo giornalistico che noi de L’Opinione delle Libertà respingiamo con forza. Un metodo basato sul sospetto sistematico, sulle associazioni indebite e su quel garantismo a corrente alternata che fiorisce solo quando fa comodo a una precisa narrazione politica.
Noi non crediamo ai complotti. Conosciamo l’avvocato Trizzino, sappiamo della sua assoluta buona fede e del rigore professionale con cui assiste i figli di Paolo Borsellino. Proprio per questo, la lettura di questo pezzo ci lascia profondamente preoccupati: quando la complessa ricerca della verità storica e giudiziaria viene ridotta a un gioco di “compagni di viaggio” e retroscena suggestivi, a perdere è solo la giustizia.
IL CORTOCIRCUITO DELLE FONTI: L’ANONIMATO ELEVATO A PROVA
Il primo, macroscopico limite dell’analisi di Baudino risiede nella sua architettura probatoria, che poggia su fondamenta d’argilla.
Il teorema del “braccio destro”: accusare Trizzino di aver preparato le audizioni in Commissione Antimafia “a braccetto con Mori” basandosi esclusivamente........
