Sempre agli ordini di uno Stato accomodante: la parabola di Bruno Contrada
Condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha scontato gran parte della pena prima che la Corte europea dei diritti dell'uomo, nel 2015, stabilisse che il reato, al momento dei fatti contestati, non era sufficientemente definito nell'ordinamento italiano. Un Paese in cui la convenienza è l’abito della doppiezza
Ha rivendicato con fierezza di aver servito lo Stato. Il punto, semmai, è quale Stato?
Quella di Bruno Contrada, morto a 94 anni, è una vicenda umana e giudiziaria con evidenti contraddizioni e storture. Condannato a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ha scontato gran parte della pena prima che la Corte europea dei diritti dell'uomo, nel 2015, stabilisse la violazione dell'articolo 7 della Convenzione: il reato, al momento dei fatti contestati, non era sufficientemente definito nell'ordinamento italiano. Una sentenza che non lo ha assolto, resta il favoreggiamento ai mafiosi, ma........
