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«Turismo a Bergamo, bisogna ripensare i trasporti»

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23.08.2026

«Turismo a Bergamo, bisogna ripensare i trasporti»

IL DIBATTITO. Dal 2019 la permanenza media è cresciuta da 1,9 a 2,1 notti. Sanchez: «Primi risultati positivi». Gli operatori: «Mancano i collegamenti con la provincia». Zambonelli: «Lavoriamo per una rete più capillare».

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Non è tanto un problema di «farsi scegliere» dai turisti. Sempre più chiaramente, la sfida di Bergamo e della sua provincia è invece convincere chi arriva a fermarsi, trasformando la città da meta da consumare in poche ore a base per conoscere un territorio più ampio. È il passaggio dal turismo «mordi e fuggi» a un turismo più stanziale, capace di distribuire presenze e consumi anche fuori dal capoluogo, mettendo in relazione la città e la provincia.

Il dato emerso dal monitoraggio di Confcommercio sui giorni a cavallo di Ferragosto è piuttosto eloquente: su oltre 176mila presenze, l’85,6% dei visitatori ha lasciato il capoluogo senza pernottare. Eppure accanto a questo indicatore ce n’è un altro che racconta una tendenza diversa. Secondo i dati di Visit Bergamo, la permanenza media, considerando gennaio-luglio, è salita da 1,9 a 2,1 notti tra il 2019 e oggi.

Il legame tra città e provincia

Per Christophe Sanchez, amministratore delegato di Visit Bergamo, è la conferma che il lavoro sull’allungamento dei soggiorni sta producendo risultati positivi. «L’obiettivo è continuare su questa strada, su questo siamo d’accordo con Confcommercio». Per farlo bisogna rafforzare la........

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