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«Il superpotere? Essere imperfetti». Alberto Fassi scrittore per ragazzi

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30.06.2026

«Il superpotere? Essere imperfetti». Alberto Fassi scrittore per ragazzi

L’INTERVISTA. «We are dreamers», il primo romanzo per ragazzi di Alberto Fassi, imprenditorie e fondatore del brand «Legami». «Un invito a essere curiosi, viaggiatori, giovani di spirito» in un mondo che punta sempre più alla performance.

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«Sognare è ancora il gesto più rivoluzionario che esista»: ne è convinto Alberto Fassi, tanto da mettere questo concetto al centro del suo primo romanzo per ragazzi «We are dreamers - La battaglia delle fragole» (Magazzini Salani, 368 pagine, 18 euro).

Bergamasco, fondatore di «Legami», un brand presente in oltre 70 Paesi, Fassi ha trasformato un’idea di prodotti di cartoleria in un manifesto di valori e per dare loro concretezza ha creato anche «Dreamland», poco lontano dalla sede dell’azienda, un parco di 32 ettari che ha appena compiuto tre anni, in cui l’uomo non può entrare, per fare spazio alla natura e alla biodiversità, con un kilometroverde di alberi e arbusti a separarlo dall’autostrada. Nel suo romanzo parte dai sogni, dalla curiosità, dal desiderio di essere se stessi e di creare un mondo migliore, scoprendo che anche le imperfezioni possono diventare talenti e punti di forza.

La storia è ambientata in un mondo distopico che contiene molti elementi della realtà contemporanea, in cui i bambini vengono selezionati a dodici anni da un algoritmo impietoso chiamato Next, e l’ideale da inseguire - sempre e comunque - è la perfezione.

Eppure al centro di questo mondo ipercontrollato ci sono quattro ragazzini imperfetti, curiosi, intraprendenti, capaci di prendere un’altra direzione, e la convinzione, ostinata e controcorrente, che i sogni possano cambiare il mondo. Ne abbiamo parlato con l’autore.

Lei ha costruito un brand presente in oltre 70 Paesi. Ora esordisce con un romanzo per ragazzi. Lo ha definito «un invito a sognare, a liberarsi dal peso delle aspettative che la vita impone». Eppure la strada da Bergamo al mondo non è stata priva di difficoltà, attese e........

© L'Eco di Bergamo